Economia regionale e politiche abitative: cosa emerge dal rapporto Bankitalia 2025 sulla Campania

Le dinamiche dell’economia regionale, la trasformazione del settore edilizio dopo la fine degli incentivi fiscali e il ruolo strategico dell’edilizia residenziale pubblica nelle politiche territoriali

di Francesco Russo - 17/03/2026

Il rapporto della Banca d’Italia sull’economia della Campania relativo al 2025 evidenzia una fase di crescita moderata accompagnata da persistenti criticità sociali e occupazionali. La contrazione dell’edilizia privata legata alla fine degli incentivi fiscali si affianca alla crescita degli investimenti pubblici nel settore delle costruzioni, in particolare nelle opere pubbliche e nell’edilizia residenziale. In tale contesto, il contributo analizza il ruolo dell’edilizia residenziale pubblica come strumento di politica territoriale e di coesione sociale, evidenziando come il patrimonio abitativo pubblico possa assumere una funzione strategica nella gestione delle dinamiche urbane e nella tutela delle fasce sociali più vulnerabili.

Economia regionale e trasformazioni del settore edilizio: il rapporto Bankitalia sulla regione Campania

Nel primo semestre del 2025 il prodotto interno lordo regionale registra una crescita dell’1 per cento rispetto all’anno precedente, con una dinamica superiore alla media nazionale.

Il dato emerge dal rapporto della Banca d’Italia sull’economia della Campania, che evidenzia tuttavia una trasformazione significativa nel settore delle costruzioni: alla riduzione dell’edilizia privata legata alla fine degli incentivi fiscali si affianca una crescita degli investimenti pubblici.

Tale andamento appare sostenuto principalmente dal settore dei servizi e da alcuni comparti industriali, mentre il settore delle costruzioni evidenzia una fase di ridimensionamento rispetto agli anni immediatamente precedenti.

Questo dato deve tuttavia essere interpretato con cautela. Il rallentamento del comparto edilizio non appare infatti riconducibile a una crisi strutturale del settore, bensì alla progressiva riduzione degli incentivi fiscali che avevano sostenuto in modo straordinario l’edilizia privata nel periodo precedente, in particolare attraverso il meccanismo del cosiddetto “Superbonus”.

La fine di questa stagione di incentivi determina inevitabilmente una contrazione degli interventi edilizi privati e delle attività connesse, ma al tempo stesso evidenzia un progressivo spostamento del baricentro del settore delle costruzioni verso gli investimenti pubblici.

In questo scenario, il rapporto evidenzia un incremento significativo della spesa degli enti locali per opere pubbliche, con una crescita particolarmente rilevante degli interventi legati all’edilizia scolastica e all’edilizia residenziale.

Si tratta di un dato che assume un rilievo non soltanto economico ma anche amministrativo, poiché evidenzia come la qualità della programmazione pubblica e la capacità delle amministrazioni di attuare gli investimenti rappresentino oggi uno dei fattori determinanti per il funzionamento del settore edilizio regionale.

In questo contesto, il tema della casa torna al centro del dibattito sulle politiche pubbliche territoriali. La crescente difficoltà di accesso al mercato immobiliare e la presenza di ampie fasce di popolazione in condizioni di vulnerabilità rendono infatti sempre più rilevante il ruolo dell’edilizia residenziale pubblica nelle strategie di sviluppo urbano e coesione sociale.

Investimenti pubblici e ruolo delle amministrazioni

La progressiva riduzione degli incentivi fiscali all’edilizia privata rende ancora più evidente il ruolo degli investimenti pubblici come fattore di stabilizzazione del settore delle costruzioni. In molte realtà territoriali, infatti, il ciclo edilizio appare oggi sempre più legato alla capacità delle amministrazioni pubbliche di programmare e realizzare interventi infrastrutturali e opere pubbliche.

Il rapporto Bankitalia evidenzia proprio questa dinamica, sottolineando come la spesa degli enti locali per lavori pubblici registri un incremento significativo nel primo semestre del 2025, con interventi che riguardano in particolare infrastrutture urbane, edilizia scolastica e patrimonio residenziale.

In questo scenario, la capacità amministrativa delle istituzioni territoriali assume un ruolo centrale: la qualità della programmazione degli investimenti, la rapidità delle procedure e l’effettiva attuazione degli interventi diventano fattori determinanti non soltanto per lo sviluppo economico regionale, ma anche per il funzionamento complessivo del settore delle costruzioni.

Le condizioni sociali e la domanda abitativa

Il quadro delineato dal rapporto della Banca d’Italia mostra tuttavia come la crescita economica regionale non si traduca automaticamente in un miglioramento uniforme delle condizioni sociali.

Il mercato del lavoro registra segnali di miglioramento, con un aumento dell’occupazione del 3%. Nonostante ciò, il tasso di disoccupazione regionale rimane al 15,1%un livello che continua a collocarsi significativamente al di sopra della media nazionale.

Anche il reddito disponibile delle famiglie evidenzia una crescita limitata in termini reali, mentre permane una consistente platea di nuclei familiari che dipendono da strumenti di sostegno pubblico.

In particolare, nel giugno 2025 circa 161.000 famiglie campane risultano beneficiarie dell’assegno di inclusione, pari a circa il 7,6% del totale delle famiglie residenti.

Questi dati restituiscono con chiarezza la persistenza di una significativa area di vulnerabilità economica e sociale che incide direttamente sulla domanda abitativa e sulla capacità di accesso al mercato immobiliare.

La crescita dei prezzi delle abitazioni e la maggiore selettività del credito immobiliare rendono infatti sempre più difficile l’accesso alla proprietà o al mercato della locazione per una parte consistente della popolazione.

In questo contesto, la questione abitativa assume una rilevanza centrale nelle politiche pubbliche territoriali.

Il ruolo dell’edilizia residenziale pubblica

L’edilizia residenziale pubblica rappresenta storicamente uno degli strumenti attraverso cui le amministrazioni pubbliche intervengono per garantire l’accesso alla casa alle fasce sociali più fragili.

Negli ultimi decenni, tuttavia, il tema della casa pubblica è stato progressivamente marginalizzato nel dibattito pubblico e nelle politiche di investimento.

Il rapporto della Banca d’Italia consente di leggere questo tema in una prospettiva più ampia, evidenziando come la casa pubblica possa tornare a svolgere una funzione strategica nel contesto delle trasformazioni economiche e sociali delle città.

L’edilizia residenziale pubblica non rappresenta infatti soltanto una misura di sostegno sociale, ma anche uno strumento di politica territoriale capace di incidere sull’equilibrio urbano, sulla qualità dell’abitare e sulla coesione delle comunità locali.

La gestione del patrimonio abitativo pubblico comporta inoltre una serie di responsabilità amministrative particolarmente complesse: dalla corretta assegnazione degli alloggi alla manutenzione del patrimonio edilizio, dal contrasto alle occupazioni abusive alla gestione delle situazioni di morosità e disagio sociale.

In questo senso, il patrimonio di edilizia residenziale pubblica può essere considerato a tutti gli effetti una infrastruttura sociale, il cui funzionamento incide direttamente sulla qualità delle politiche urbane e sull’efficacia dell’azione amministrativa.

La capacità amministrativa come fattore decisivo

Alla luce delle dinamiche evidenziate dal rapporto della Banca d’Italia, emerge con particolare chiarezza come la capacità amministrativa delle istituzioni pubbliche rappresenti uno dei fattori decisivi per affrontare la questione abitativa.

Non si tratta soltanto di programmare nuovi interventi edilizi o di realizzare nuovi alloggi, ma anche di garantire una gestione efficiente del patrimonio esistente, favorendo interventi di recupero, manutenzione e valorizzazione degli immobili pubblici.

In molte realtà territoriali, infatti, il problema abitativo non dipende esclusivamente dalla scarsità di alloggi, ma anche dalla difficoltà di gestire in modo efficace il patrimonio esistente.

La capacità delle amministrazioni pubbliche e degli enti gestori di trasformare la programmazione in interventi concreti rappresenta quindi un fattore decisivo non solo per la tutela delle fasce sociali più vulnerabili, ma anche per la qualità complessiva delle politiche urbane.

In questa prospettiva, il rapporto sull’economia della Campania offre uno spunto di riflessione importante: la casa pubblica non può essere considerata soltanto uno strumento di risposta alle emergenze sociali.

Il patrimonio di edilizia residenziale pubblica rappresenta infatti una infrastruttura urbana strategica, capace di incidere sull’equilibrio delle città, sulla qualità dell’abitare e sulla coesione sociale. La sfida per le amministrazioni pubbliche non riguarda quindi solo la costruzione di nuovi alloggi, ma soprattutto la capacità di gestire e valorizzare in modo efficace il patrimonio esistente.

A cura di
Avv. Francesco Russo,
Avvocato cassazionista – Avvocatura interna ACER Campania

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