PNRR scuole: proroga per il bando antincendio e messa in sicurezza
Slitta al 30 marzo 2026 il termine dell’avviso MIM da oltre 220 milioni: resta invariato l’impianto operativo relativo a requisiti, contributi e criteri di valutazione per Comuni, Province e Città metropolitane
È stato prorogato il termine per la presentazione delle candidature relative al bando PNRR dedicato all’adeguamento antincendio e alla messa in sicurezza degli edifici scolastici.
La conferma arriva con la pubblicazione dell’Avviso del Ministero dell'Istruzione e del Merito del 16 marzo 2026, che fissa la scadenza alle ore 15:00 del 30 marzo 2026, posticipando il termine originario del 15 dicembre 2025 e lasciando inalterata la struttura della misura, sia sotto il profilo tecnico che procedurale.
Si tratta di un intervento che, nel quadro della Missione 4 del PNRR, mobilita oltre 223 milioni di euro e che continua a rappresentare uno degli strumenti più operativi per gli enti locali proprietari di edifici scolastici.
PNRR scuole: prorogato il bando per antincendio e messa in sicurezza degli edifici scolastici
L’avviso dà attuazione al D.M. 21 novembre 2025, n. 229, e si inserisce in un contesto normativo e operativo che gli enti locali conoscono bene, soprattutto sul versante della prevenzione incendi.
Il tema non è solo finanziario, ma strettamente tecnico: la scadenza del 31 dicembre 2027 per l’adeguamento antincendio delle scuole – prevista dal quadro normativo vigente – rende questo bando uno degli ultimi strumenti utili per chiudere partite aperte da anni.
Il riferimento resta quello delle principali norme di settore:
- D.M. 26 agosto 1992;
- D.M. 7 agosto 2017 (norma tecnica verticale);
- d.P.R. n. 151/2011;
- D.M. 3 agosto 2015 (Codice di prevenzione incendi).
La proroga consente agli enti che non erano riusciti a candidarsi nei tempi originari di rientrare nella procedura senza modifiche sostanziali alle regole del gioco.
Soggetti beneficiari e limiti alle candidature
Possono partecipare alla selezione Comuni, Province, Città metropolitane, enti di decentramento regionale e liberi consorzi comunali, oltre alle Province autonome di Trento e Bolzano e alla Regione Valle d’Aosta per gli edifici di competenza.
Gli interventi devono riguardare edifici scolastici pubblici del primo e secondo ciclo, di proprietà o nella disponibilità dell’ente.
Dal punto di vista operativo, resta centrale la gestione del numero di candidature, che segue una logica differenziata:
- fino a 3 interventi per la generalità degli enti;
- fino a 6 interventi per i Comuni capoluogo;
- fino a 10 interventi per Province, Città metropolitane e altri enti sovracomunali.
Un passaggio spesso sottovalutato riguarda gli immobili non direttamente di proprietà: in questi casi è necessario acquisire preventivamente il nulla osta dell’ente proprietario, elemento che incide in modo diretto sui tempi di predisposizione della candidatura.
Tipologie di intervento e spese ammissibili
Il bando distingue le seguenti due linee di finanziamento:
- adeguamento alla normativa antincendio;
- interventi urgenti di messa in sicurezza, tra
cui:
- dissesti o crolli di solai e controsoffitti;
- danni da eventi sismici o calamitosi;
- ripristino dell’agibilità;
- bonifica amianto o gas radon;
- eliminazione barriere architettoniche;
- altri interventi necessari alla continuità didattica.
Le spese ammissibili sono quelle ricomprese nel quadro economico previsto dall’allegato I.7 al D.Lgs. n. 36/2023, con una copertura che può includere lavori, sicurezza, progettazione e altre voci tecniche.
Restano invece escluse le seguenti tipologie di spesa:
- acquisizione di immobili o aree;
- arredi;
- spese non direttamente collegate all’intervento;
- costi per strutture temporanee o trasferimenti;
- interventi non conformi alle regole del Codice dei contratti pubblici;
- opere avviate prima del 1° febbraio 2020 (salvo eccezioni specifiche).
Entità dei contributi e criteri di calcolo
Il contributo massimo è pari a 500.000 euro per singolo intervento, ma la determinazione concreta varia in funzione della dimensione dell’edificio.
Per l’antincendio, il parametro di riferimento è il numero di occupanti (studenti, personale docente e ATA); per la messa in sicurezza, invece, rileva il numero di studenti presenti.
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda la struttura della spesa:
-
almeno il 60% del contributo deve essere destinato ai lavori;
-
quote significative devono essere allocate su interventi direttamente coerenti con la finalità (fino all’80% per l’antincendio).
Criteri di valutazione: peso alla progettazione e alla vetustà degli edifici
La selezione delle proposte avviene su base regionale e tiene conto di criteri differenziati in funzione della tipologia di intervento.
Per l’antincendio assumono particolare rilievo i seguenti parametri:
- affollamento dell’edificio (occupanti o studenti);
- vetustà, con punteggi più elevati per edifici realizzati prima del 1950;
- livello di progettazione disponibile, fino al progetto esecutivo;
- presenza di attività soggette al d.P.R. n. 151/2011 prive di CPI o SCIA;
- per la messa in sicurezza, interventi legati a eventi certificati o condizioni di inagibilità.
Un elemento operativo da non trascurare è che la mancanza di singole dichiarazioni comporta la perdita del punteggio premiale, incidendo in modo diretto sulla posizione in graduatoria.
Modalità di erogazione e obblighi per gli enti beneficiari
Il finanziamento segue una struttura tipica dei programmi PNRR:
- 30% in acconto dopo l’ammissione;
- erogazioni per stati di avanzamento fino al 90%;
- saldo finale del 10% a collaudo.
Gli enti sono tenuti a garantire:
- aggiornamento costante dei dati di monitoraggio;
- rispetto degli obblighi di rendicontazione;
- mantenimento della destinazione d’uso scolastico per almeno 5 anni.
Le eventuali economie di gara non restano nella disponibilità dell’ente e sono soggette a specifiche autorizzazioni ministeriali.
Tempistiche PNRR: aggiudicazione e conclusione dei lavori
La proroga al 30 marzo 2026 offre un margine operativo aggiuntivo agli enti locali, ma non modifica la natura della misura, che resta fortemente orientata alla capacità di attivare rapidamente interventi tecnicamente strutturati.
Il cronoprogramma resta infatti particolarmente stringente, in linea con le logiche del PNRR, prevedendo l’aggiudicazione entro il 30 aprile 2026 e la conclusione degli interventi entro il 31 dicembre 2026.
Ciò implica una forte maturità progettuale già in fase di candidatura, soprattutto per gli interventi più complessi o per gli edifici con criticità strutturali rilevanti.
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