CAM ICT 2026: pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto MASE su computer, tablet e smartphone
Nuovi Criteri Ambientali Minimi per noleggio e fornitura di dispositivi digitali: obblighi per le stazioni appaltanti, apertura ai prodotti ricondizionati e impatti sulle procedure di gara
È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 25 marzo 2026, n. 70, il decreto del MASE 11 marzo 2026, che adotta i nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’affidamento del servizio di noleggio operativo e la fornitura di dispositivi ICT, tra cui computer, monitor, tablet e smartphone, sia nuovi che ricondizionati.
Il provvedimento si inserisce nel solco ormai consolidato del Green Public Procurement, rafforzando l’obbligo per le stazioni appaltanti di integrare nei documenti di gara requisiti ambientali puntuali, con l’obiettivo di ridurre l’impatto lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti digitali.
Criteri Ambientali Minimi: la sostenibilità nei contratti pubblici
I CAM, strumento operativo attraverso cui la sostenibilità ambientale diventa un criterio strutturale degli affidamenti pubblici, trovano il proprio fondamento nell’art. 57 del D.Lgs. n. 36/2023, che impone alle stazioni appaltanti di inserire nella lex specialis le specifiche tecniche e le clausole contrattuali contenute nei CAM adottati con decreto ministeriale.
Si tratta, dunque, di prescrizioni vincolanti, da considerare nella progettazione della gara, nella definizione dei requisiti e nella fase esecutiva del contratto.
Ambito di applicazione del decreto
Scendendo nel dettaglio del provvedimento, il c.d. decreto CAM-ICT disciplina in modo organico:
- l’affidamento del servizio di noleggio operativo di dispositivi ICT;
- la fornitura degli stessi beni.
L’ambito oggettivo comprende le seguenti tipologie di prodotto:
- computer (fissi e portatili);
- monitor;
- tablet;
- smartphone.
Un elemento di particolare rilievo è l’esplicita inclusione dei prodotti ricondizionati, che vengono posti sullo stesso piano dei dispositivi nuovi, segnando un’evoluzione significativa nelle politiche di acquisto pubblico.
I criteri ambientali: struttura e contenuti
Come avviene per tutti i CAM, anche quelli relativi al settore ICT sono articolati secondo una struttura che incide su più livelli della procedura, accompagnando l’intero ciclo dell’affidamento.
In primo luogo, le specifiche tecniche definiscono i requisiti minimi che i prodotti devono possedere per poter essere ammessi, con particolare attenzione a profili quali l’efficienza energetica, la durabilità, la riparabilità e la riduzione delle sostanze pericolose.
Accanto a queste, i criteri premianti consentono alle stazioni appaltanti di valorizzare offerte che presentano performance ambientali migliorative, orientando la competizione verso soluzioni più sostenibili.
Completano il quadro le clausole contrattuali, che regolano la fase esecutiva e introducono obblighi legati, ad esempio, alla gestione del fine vita dei dispositivi, al ritiro delle apparecchiature e al corretto trattamento dei rifiuti elettronici.
Il ruolo dei prodotti ricondizionati
Tra gli aspetti più interessanti del decreto vi è la valorizzazione dei dispositivi ricondizionati, che vengono espressamente inclusi tra le soluzioni ammissibili.
Si tratta di una scelta coerente con i principi dell’economia circolare, che punta a:
- estendere la vita utile dei prodotti;
- ridurre la produzione di rifiuti elettronici;
- contenere il consumo di risorse naturali.
Sul piano applicativo, ciò comporta un potenziale ampliamento della platea degli operatori economici e una maggiore apertura del mercato, con possibili effetti anche sulla competitività delle offerte.
Effetti sulle stazioni appaltanti
Con l’adozione dei CAM ICT, le stazioni appaltanti sono chiamate a recepire i nuovi criteri nei documenti di gara, prestando particolare attenzione alla corretta trasposizione e alla loro effettiva integrazione nella disciplina di gara.
Non mancano, tuttavia, alcuni profili che richiederanno attenzione nella fase applicativa, quali la verifica del rispetto dei requisiti ambientali dichiarati dagli operatori, soprattutto per aspetti legati alla durabilità o alla riparabilità dei prodotti, nonché il necessario equilibrio con le esigenze funzionali dell’amministrazione, evitando sia restrizioni eccessive della concorrenza sia applicazioni meramente formali.
Infine, la gestione dei prodotti ricondizionati richiederà particolare cura nella definizione delle specifiche tecniche e dei livelli prestazionali attesi.
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