Vademecum ANAC sulla regolarità fiscale: come verificare i debiti ed evitare l’esclusione
Il Comunicato ANAC dell’11 marzo 2026 chiarisce come individuare le violazioni definitivamente accertate e verificare la regolarità fiscale ai fini dell’art. 94 del D.Lgs. n. 36/2023, fornendo indicazioni operative per operatori economici, stazioni appaltanti e SOA sulla corretta compilazione delle dichiarazioni e sulla gestione dei debiti tributari
In che modo gli operatori economici devono verificare la propria regolarità fiscale e contributiva per capire se è necessario intervenire sulla loro posizione? Quando una violazione tributaria assume rilievo tale da determinare l’esclusione automatica? E come si verifica se un debito è “definitivamente accertato” ai sensi del Codice dei contratti?
A queste domande ha provato a dare risposta l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) con il Comunicato del Presidente n. 5 dell’11 marzo 2026, accompagnato da un vademecum che fornisce indicazioni utili per individuare le violazioni definitivamente accertate e per verificare la regolarità fiscale e contributiva ai sensi dell’art. 94, comma 6 e dell’Allegato II.10 del D.Lgs. n. 36/2023.
Si tratta di un intervento che si inserisce in un ambito nel quale, fino a oggi, non sono mancate incertezze applicative, soprattutto nella fase delle dichiarazioni rese dagli operatori e nelle verifiche effettuate dalle stazioni appaltanti.
Comunicato ANAC 11 marzo 2026: funzione e portata dell’intervento
Il Comunicato si muove proprio all’interno di questo spazio, richiamando in modo esplicito il tema degli obblighi dichiarativi che gravano sugli operatori economici sia nella partecipazione alle gare sia nei procedimenti di qualificazione, rispetto ai quali l’Autorità sottolinea l’esigenza di una compilazione corretta e consapevole.
In questa prospettiva, ANAC ha messo a disposizione uno strumento pratico per individuare eventuali violazioni definitivamente accertate e verificare la regolarità fiscale e contributiva, così da consentire di valutare per tempo le eventuali azioni necessarie per la regolarizzazione.
Il Vademecum, predisposto con l’Agenzia delle Entrate e con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, è stato diffuso non solo agli operatori economici ma anche alle stazioni appaltanti e alle SOA, proprio perché il tema della regolarità fiscale incide allo stesso tempo sul contenuto delle dichiarazioni e sulle attività di verifica svolte nell’ambito delle procedure di gara e dei sistemi di qualificazione.
In questo senso, il documento non si limita a fornire indicazioni agli operatori, ma si colloca come riferimento operativo comune, finalizzato da un lato a rendere gli operatori consapevoli della propria posizione debitoria rilevante ai fini dell’art. 94, comma 6 del D.Lgs. n. 36/2023, e dall’altro a favorire comportamenti dichiarativi corretti, trasparenti e coerenti con il quadro normativo vigente.
Vademecum ANAC sulla regolarità fiscale: struttura e logica della verifica
Il Vademecum entra nel merito della verifica con un’impostazione dichiaratamente operativa, partendo da una delimitazione molto netta dell’ambito di rilevanza dei debiti fiscali.
Non ogni esposizione tributaria assume rilievo ai fini dell’art. 94, comma 6, ma soltanto quella che ha raggiunto un livello di stabilizzazione tale da renderla effettivamente rilevante, individuata, secondo i criteri operativi indicati nel Vademecum, nei debiti affidati all’Agente della riscossione relativi a imposte e tasse. Il momento a partire dal quale tali debiti assumono rilievo coincide con la notifica della cartella di pagamento con esito positivo oppure, nel caso degli accertamenti esecutivi, con l’affidamento del carico dopo la notifica e il decorso dei termini per il pagamento o per l’impugnazione.
Questa impostazione porta a una selezione molto precisa delle posizioni che entrano nel perimetro della verifica, dalla quale restano escluse le iscrizioni a ruolo a titolo provvisorio, i carichi oggetto di sospensione o annullamento, i debiti inseriti in piani di rateizzazione o in procedure di definizione agevolata in corso, oltre a interessi, sanzioni e oneri accessori, che non assumono rilievo ai fini della soglia.
La verifica, tuttavia, non può essere ricondotta a un controllo meramente quantitativo del dato complessivo. Il Vademecum indirizza l’operatore verso l’utilizzo del prospetto della “situazione debitoria complessiva” disponibile presso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ma chiarisce che quel dato deve essere interpretato, perché il superamento della soglia non è di per sé sufficiente a determinare l’applicazione dell’art. 94, comma 6.
A quel punto è necessario procedere a una lettura analitica delle singole posizioni, eliminando le voci non rilevanti e concentrando l’attenzione sugli importi effettivamente riferibili ai codici tributo rilevanti, al netto degli eventuali importi sospesi. È su questa base che si determina il superamento della soglia e, di conseguenza, la riconducibilità della posizione nell’ambito applicativo della causa di esclusione prevista dal Codice.
Art. 94 del D.Lgs. n. 36/2023 e Allegato II.10: i presupposti dell’esclusione automatica
Il quadro normativo di riferimento è quello delineato dall’art. 94 del D.Lgs. n. 36/2023 che, al comma 6, configura una causa di esclusione automatica in presenza di violazioni gravi e definitivamente accertate degli obblighi relativi al pagamento di imposte, tasse o contributi previdenziali, ancorando quindi l’effetto espulsivo alla contemporanea sussistenza di due requisiti, la gravità e la definitività della violazione.
La gravità trova una specificazione puntuale nell’Allegato II.10 al Codice, che individua come rilevanti le violazioni connesse a omessi pagamenti superiori alla soglia prevista dall’art. 48-bis del d.P.R. n. 602/1973, oltre alle irregolarità contributive che impediscono il rilascio del DURC, introducendo così un criterio oggettivo di selezione delle posizioni che assumono rilievo ai fini dell’esclusione.
La definitività, invece, è legata alla stabilizzazione della pretesa tributaria o contributiva e si ricollega alla presenza di atti non più soggetti a impugnazione o comunque non sospesi, escludendo quindi dal perimetro applicativo sia le posizioni ancora in contestazione sia quelle assistite da provvedimenti di sospensione.
All’interno di questo impianto assume un ruolo decisivo anche il profilo temporale, perché la stessa disposizione prevede che l’esclusione non operi quando l’operatore economico abbia adempiuto ai propri obblighi, ovvero abbia assunto un impegno vincolante al pagamento o abbia estinto il debito, ma solo se tali condizioni si sono perfezionate prima della scadenza del termine per la presentazione dell’offerta, fissando così un limite preciso oltre il quale la regolarizzazione non è più idonea a incidere sulla partecipazione alla procedura.
Principi ANAC sulla rilevanza dei debiti fiscali e sulla verifica della posizione
Dal Vademecum emerge una chiara impostazione nella lettura delle violazioni fiscali rilevanti ai fini dell’art. 94, comma 6 del D.Lgs. n. 36/2023, che porta a concentrare la verifica esclusivamente su debiti che presentano un elevato grado di stabilizzazione, escludendo quindi tutte quelle posizioni ancora incerte o provvisorie.
In questo senso, non assumono rilievo né le iscrizioni a ruolo a titolo provvisorio né le posizioni oggetto di sospensione o di contenzioso, così come restano fuori dal perimetro applicativo i debiti inseriti in piani di rateizzazione o in procedure di definizione agevolata in corso, in quanto non esprimono una violazione attuale nel senso richiesto dalla norma.
Allo stesso tempo, il Vademecum mette in guardia rispetto a una lettura meramente aggregata della posizione debitoria, chiarendo che il dato complessivo non è sufficiente e può risultare fuorviante, perché la verifica richiede necessariamente un’analisi puntuale delle singole componenti del debito, con particolare attenzione ai codici tributo che effettivamente rilevano ai fini della soglia.
Su questo piano si innesta anche il profilo temporale, che assume un ruolo determinante, perché la verifica restituisce una fotografia della posizione alla data in cui viene effettuata e non tiene conto degli eventi successivi, confermando una logica che, come si è visto, è coerente con l’impianto dell’art. 94, comma 6.
Vademecum ANAC e art. 94: lettura tecnica e profili critici
L’impostazione del Vademecum si innesta su un terreno che, nella pratica applicativa, ha generato non poche incertezze, soprattutto nella fase in cui l’operatore economico è chiamato a valutare la propria posizione e a tradurla in una dichiarazione corretta.
La scelta di ancorare la verifica a debiti affidati alla riscossione e di guidare l’operatore in una lettura analitica delle singole posizioni rende senza dubbio più leggibile il meccanismo, ma allo stesso tempo impone di mantenere sempre fermo il collegamento con il dato normativo, che resta quello dell’art. 94, comma 6 del D.Lgs. n. 36/2023.
In questa prospettiva, il riferimento contenuto nel Vademecum alla possibilità di regolarizzare la posizione mediante pagamento, anche attraverso rateizzazione, va letto con attenzione, perché non introduce alcuna deroga alla disciplina, ma si limita a richiamare una possibilità che, per produrre effetti sulla partecipazione alla gara, deve comunque perfezionarsi entro un momento ben preciso, che è quello della presentazione dell’offerta. Una regolarizzazione successiva, quindi, non è idonea a incidere sull’effetto escludente già maturato.
Un ulteriore profilo che richiede attenzione riguarda la struttura stessa delle posizioni debitorie, che nella pratica non sempre si presentano in modo lineare. Le cosiddette cartelle multiente o comunque articolate impongono una verifica più approfondita, perché è necessario isolare le componenti effettivamente riconducibili all’Agenzia delle Entrate e verificare se ricorrano tutte le condizioni, in termini di importo e di stabilizzazione, per la loro rilevanza ai fini dell’art. 94.
Il Vademecum, in questo senso, non sostituisce la valutazione ma la orienta, offrendo uno schema di lettura che può ridurre il rischio di errori, ma che richiede comunque un utilizzo consapevole, perché l’esito della verifica dipende sempre dalla corretta qualificazione della singola posizione e dal rispetto dei presupposti fissati dalla norma.
Regolarità fiscale e partecipazione alle gare: implicazioni operative
La verifica della posizione fiscale non può essere relegata a un adempimento da svolgere a ridosso della gara, ma diventa un passaggio che incide già sulla scelta stessa di partecipare, perché richiede all’operatore una conoscenza puntuale della propria situazione e la capacità di distinguere tra esposizioni irrilevanti e posizioni che, per importo e caratteristiche, possono integrare la causa di esclusione prevista dall’art. 94, comma 6 del D.Lgs. n. 36/2023.
In questo quadro, anche la gestione del debito assume un rilievo decisivo, dal momento che la possibilità di neutralizzare l’effetto escludente è strettamente legata al momento in cui interviene la regolarizzazione, che deve perfezionarsi entro il termine di presentazione dell’offerta, senza possibilità di recuperi successivi.
Il Vademecum, da questo punto di vista, offre uno schema utile sia agli operatori economici sia alle stazioni appaltanti e alle SOA, perché consente una lettura più uniforme delle posizioni debitorie, ma non sostituisce la valutazione, che resta ancorata al dato normativo e alla verifica delle singole situazioni.
L’intervento di ANAC si colloca quindi sul piano applicativo e incide soprattutto sul momento più delicato, quello in cui l’operatore deve qualificare la propria posizione ai fini dichiarativi, perché da quella qualificazione dipende non solo la partecipazione alla gara, ma anche la correttezza dell’intero procedimento.
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