Fotovoltaico e termofotovoltaico per imprese del Sud: pubblicate le FAQ del GSE

Dalla finestra temporale per le domande ai requisiti tecnici, fino alle modalità di erogazione e gestione dell’energia: tutti i chiarimenti operativi del GSE sulla misura PN RIC FTV SUD dedicata alle imprese del Mezzogiorno

di Redazione tecnica - 15/04/2026

Con la pubblicazione delle nuove FAQ, arrivano dal GSE alcune importanti indicazioni operative sulla misura PN RIC Fotovoltaico Sud, destinata a sostenere la diffusione di impianti per l’autoproduzione energetica nelle imprese del Mezzogiorno.

PN RIC FTV SUD: le FAQ del GSE per fotovoltaico e termovoltaico per le imprese del Mezzogiorno

L’iniziativa si inserisce nel Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027” (PN RIC 2021-2027), nell’ambito dell’Obiettivo specifico RSO2.2, con una dotazione finanziaria complessiva pari a 262 milioni di euro, ed è finalizzata alla promozione delle energie rinnovabili in coerenza con la direttiva (UE) 2018/2001.

Il quadro attuativo si è definito in più passaggi. Con il D.M. 30 ottobre 2025 sono stati individuati i profili essenziali della misura, dai soggetti beneficiari agli interventi ammissibili, fino alle modalità di accesso e alla dotazione finanziaria. Successivamente, con decreto direttoriale 19 novembre 2025, sono state approvate le Regole Operative, che disciplinano nel dettaglio requisiti tecnici, spese ammissibili, istruttoria e condizioni di erogazione del contributo.

Più di recente, il D.M. 18 febbraio 2026 è intervenuto esclusivamente sul termine di presentazione delle domande, lasciando invariato l’impianto regolatorio complessivo. Il differimento è stato motivato dall’esigenza di favorire un più ampio utilizzo delle risorse disponibili.

In questo contesto si inseriscono le FAQ del GSE, che chiariscono alcuni passaggi applicativi rilevanti per le imprese interessate ad accedere alla misura.

Tempistiche: quando presentare la domanda e avviare i lavori

Come specificato nella prima FAQ, le domande devono essere presentate esclusivamente tramite la piattaforma informatica del GSE, che sarà accessibile dalla pagina dedicata. La finestra temporale si chiuderà alle ore 10:00 del 3 luglio 2026.

I lavori devono essere avviati solo dopo la presentazione della domanda e un’eventuale anticipazione comporta la perdita del diritto all’agevolazione.

Sul fronte della realizzazione, le FAQ richiamano un ulteriore termine stringente: gli interventi devono essere completati entro 18 mesi dalla data di disponibilità dell’Atto di Concessione da parte del MASE.

Ne deriva la necessità di impostare fin da subito un cronoprogramma coerente, soprattutto per gli interventi più articolati.

Soggetti beneficiari e requisiti di accesso

Possono accedere alla misura imprese di qualsiasi dimensione, incluse le reti di imprese dotate di soggettività giuridica, purché dispongano di un’unità produttiva localizzata in specifiche aree del territorio nazionale.

In particolare, l’unità deve essere situata:

  • in un Comune con popolazione superiore a 5.000 abitanti;
  • in una delle Regioni del Mezzogiorno: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

A questo si aggiunge un requisito di natura urbanistica e funzionale: l’unità produttiva deve insistere su un’area classificata come industriale, produttiva o artigianale.

Le FAQ rinviano inoltre ai requisiti di dettaglio previsti dall’art. 5 dell’Avviso, che riguardano la piena disponibilità dell’immobile, la regolarità dell’impresa e gli ulteriori presupposti per l’accesso al contributo.

Interventi incentivati: impianti e configurazioni ammesse

La misura sostiene la realizzazione di impianti per l’autoproduzione energetica, con un’impostazione chiaramente orientata all’autoconsumo.

Sono ammissibili interventi relativi a:

  • impianti fotovoltaici;
  • impianti termofotovoltaici;
  • configurazioni miste fotovoltaico/termofotovoltaico.

Gli impianti devono essere installati sulle coperture degli edifici produttivi oppure su strutture pertinenziali, anche di nuova realizzazione, purché destinate al servizio dell’unità stessa.

Dal punto di vista tecnico, le FAQ richiamano alcuni parametri essenziali:

  • la potenza degli impianti deve essere compresa tra 10 kW e 1 MW;
  • l funzionamento deve avvenire in assetto di autoconsumo, con connessione a un punto di prelievo intestato al soggetto proponente.

È possibile intervenire anche su impianti esistenti: sono infatti ammessi i potenziamenti, che consentono di incrementare la capacità produttiva senza necessariamente realizzare un nuovo impianto da zero.

Inoltre rientrano tra gli interventi incentivabili i sistemi di accumulo elettrochimico, che permettono di ottimizzare l’utilizzo dell’energia prodotta, aumentando la quota di autoconsumo.

Spese ammissibili: quali costi rientrano nel contributo

Per gli impianti fotovoltaici, rientrano tra le spese ammissibili tutte le voci strettamente legate alla realizzazione, tra cui:

  • l’acquisto, il trasporto e l’installazione dei componenti;
  • la connessione alla rete elettrica;
  • la messa in esercizio;
  • le opere civili necessarie.

Nel caso degli impianti termofotovoltaici, oltre alle componenti elettriche, sono incluse anche quelle termiche, come tubazioni, valvole, gruppi pompe, centraline e sistemi di accumulo o scambio termico.

Per i sistemi di accumulo elettrochimico, sono ammissibili le spese relative all’acquisto e all’installazione dei dispositivi e della relativa componentistica.

Un aspetto centrale riguarda la decorrenza delle spese, che devono essere successive alla presentazione della domanda. Esse inoltre, devono riferirsi a beni nuovi di fabbrica, acquistati da soggetti terzi indipendenti e a condizioni di mercato.

Le FAQ escludono esplicitamente alcune voci, tra cui:

  • le spese sostenute tramite locazione finanziaria;
  • i costi relativi alla relazione tecnica asseverata da trasmettere al GSE.

Erogazione dei contributi: acconto, SAL e saldo

L’incentivo viene riconosciuto in non più di due soluzioni: in una prima fase, l’impresa può optare per una richiesta di acconto oppure per la presentazione di uno stato di avanzamento lavori.

L’acconto può arrivare fino al 30% del contributo riconosciuto ed è subordinato alla presentazione di una fideiussione a favore del GSE. In alternativa, il SAL intermedio può essere richiesto solo dopo aver sostenuto almeno il 50% dei costi ammissibili.

La seconda fase è rappresentata dal saldo finale, che deve essere richiesto entro 90 giorni dall’entrata in esercizio dell’impianto, chiudendo il ciclo di investimento.

Energia immessa in rete: come funziona il ritiro

Un elemento distintivo della misura riguarda la gestione dell’energia non autoconsumata. Le FAQ chiariscono che l’energia elettrica immessa in rete sarà ritirata gratuitamente dal GSE per 20 anni a decorrere dall’entrata in esercizio dell’impianto.

Il relativo controvalore economico non viene riconosciuto all’impresa, ma confluisce nel Fondo Reddito Energetico Nazionale.

Nel caso di potenziamento di impianti esistenti, il ritiro riguarda esclusivamente l’energia prodotta dalla sezione aggiuntiva. In questo scenario, il soggetto proponente deve associare una specifica Unità di Produzione, secondo quanto previsto dalla delibera ARERA 581/2020/R/eel.

Indicazioni operative per le imprese

Le FAQ del GSE offrono un quadro applicativo utile e mettono in evidenza alcuni passaggi che richiedono particolare attenzione quali per esempio il coordinamento dei tempi tra presentazione della domanda e avvio dei lavori, la verifica della localizzazione e della destinazione urbanistica dell’unità produttiva e l’impostazione di una progettazione coerente con i vincoli di autoconsumo.

Nel complesso, la misura si configura come uno strumento di particolare interesse per le imprese del Sud, richiedendo un approccio integrato tra aspetti tecnici, amministrativi ed economici tale per essere utilizzato in modo efficace.

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