Terzo Settore: nuove regole fiscali e roadshow dell’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate e l’Università Pontificia Salesiana avviano un ciclo di incontri in diverse città italiane per accompagnare gli enti nella lettura delle nuove regole fiscali entrate in vigore dal 1° gennaio 2026
Parte da Assisi il roadshow promosso dall’Agenzia delle Entrate insieme all’Università Pontificia Salesiana per illustrare agli enti del Terzo Settore il nuovo quadro fiscale entrato in vigore dal 1° gennaio 2026.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di favorire una lettura condivisa della riforma e di ridurre le incertezze applicative che accompagnano questa prima fase di attuazione.
Terzo Settore: Fisco a confronto con i territori e applicazione delle nuove regole
Il ciclo di incontri prenderà avvio il 16 maggio ad Assisi e proseguirà con altre tappe già calendarizzate: 27 maggio a Bari, 15 giugno a Firenze, 24 giugno a Milano e 2 luglio a Napoli. Il progetto vede, accanto all’Agenzia e all’Ateneo salesiano, il coinvolgimento di diversi soggetti istituzionali e professionali, tra cui il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, il Consiglio nazionale del Notariato e Federcasse. Partner dell’iniziativa sarà anche Il Sole 24 Ore.
L’iniziativa sarà sostenuta anche da una rete ampia di soggetti istituzionali e associativi. Oltre ai partner tecnici e organizzativi, il roadshow potrà contare sul patrocinio di Fondazione Terzjus, Forum del Terzo settore, Confcooperative, Legacoop e dei Centri di servizio per il volontariato.
Come cambia la fiscalità dopo la riforma del Terzo Settore
Al centro del roadshow c’è la nuova fiscalità del Terzo Settore, riletta anche alla luce della circolare n. 1/E del 19 febbraio 2026, con cui l’Agenzia ha fornito un primo inquadramento sistematico delle disposizioni fiscali applicabili agli enti dopo la riforma.
La volontà è quella di costruire un confronto diretto con gli operatori per verificare come le nuove regole tengano sul piano applicativo e per accompagnare gli enti nella comprensione dei nuovi criteri fiscali, attraverso un modello di rapporto tra amministrazione finanziaria e contribuenti più orientato al confronto preventivo che alla sola lettura formale della norma, rendendo il sistema più leggibile e più prevedibile, soprattutto in un ambito come quello del Terzo Settore, caratterizzato da una forte eterogeneità sotto il profilo organizzativo, dimensionale e operativo.
La scelta di un percorso itinerante risponde proprio a questa esigenza: il Terzo Settore non è infatti un comparto uniforme e la concreta applicazione delle nuove disposizioni fiscali può presentare criticità differenti a seconda della struttura dell’ente, del tipo di attività svolta e del modello organizzativo adottato. Per questo il confronto con i territori assume un valore centrale, perché consente di misurare sul campo l’impatto della riforma e di tradurre il dato normativo in indicazioni utilizzabili nella pratica quotidiana.
I chiarimenti sulla Circolare n. 1/2026
Il riferimento principale di questa fase resta la circolare n. 1/E del 19 febbraio 2026, che offre infatti una lettura organica degli articoli 79 e seguenti del d.Lgs. n. 117/2017, affrontando alcuni dei nodi più rilevanti per la qualificazione fiscale degli enti.
Tra i profili esaminati rientrano i criteri per distinguere gli enti commerciali da quelli non commerciali, il perimetro delle attività di interesse generale, la disciplina delle attività diverse e i regimi fiscali applicabili alle differenti tipologie di enti, con un’attenzione particolare per organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale.
Tutti aspetti che riguardano direttamente la gestione degli enti, perché proprio dalla corretta qualificazione fiscale dipendono il regime tributario applicabile, gli adempimenti da rispettare e, più in generale, la sostenibilità del nuovo assetto introdotto dalla riforma.
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