Dissesto idrogeologico: CNI e geologi chiedono una governance efficace del territorio
Il Rapporto ISPRA 2025 conferma l’aumento delle aree a rischio frane e alluvioni. CNI, geologi e Fondazione Inarcassa chiedono una governance più efficace per la tutela del territorio.
Il dissesto idrogeologico non può più essere affrontato come una sequenza di emergenze isolate. Frane, alluvioni ed eventi meteorologici estremi stanno assumendo un carattere strutturale e richiedono un cambio di approccio nella pianificazione degli interventi, nella gestione delle risorse e nel coordinamento delle competenze istituzionali.
Dissesto idrogeologico: perché CNI e geologi chiedono una governance più efficace del territorio
È questo il messaggio che arriva dalla 3ª Giornata Nazionale della Prevenzione e Mitigazione del Rischio Idrogeologico, organizzata dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri, dal Consiglio Nazionale dei Geologi e da Fondazione Inarcassa, in programma il prossimo 12 maggio 2026 a Roma.
A fotografare la situazione è anche la nota elaborata dal Centro Studi del CNI e dal Centro Studi del CNG, secondo cui il quadro di rischio nel Paese continua a peggiorare nonostante l’aumento degli stanziamenti pubblici destinati alla tutela del territorio.
Rapporto ISPRA 2025: aumenta il territorio italiano a rischio frane e alluvioni
Secondo i dati ISPRA richiamati nella nota, le aree a rischio frana sono passate dal 20% al 23% della superficie nazionale rispetto alle rilevazioni del 2021, con un incremento del 15%. A crescere sono soprattutto le zone classificate nelle fasce più elevate di pericolosità.
Nel complesso, oltre 5,7 milioni di abitanti risultano esposti al rischio frane; circa 6,8 milioni di persone sono esposte al rischio alluvioni e ben il 94% dei Comuni italiani è interessato da rischio frana, alluvione o erosione costiera.
Il documento evidenzia inoltre come i cambiamenti climatici stiano aggravando la fragilità del territorio. Negli ultimi dieci anni le temperature medie in Italia sono aumentate di 0,44 gradi centigradi, mentre nelle aree urbane l’incremento ha superato 1 grado. Gli eventi meteorologici estremi sono passati da circa 300 nel 2022 a oltre 370 nel 2025.
Tra gli episodi più recenti vengono richiamate la frana di Niscemi in Sicilia e quelle registrate a Silvi, in Abruzzo, e a Petacciato, in Molise.
Dissesto idrogeologico: oltre 11 miliardi di euro stanziati negli ultimi cinque anni
Nonostante il peggioramento del quadro generale, negli ultimi anni è cresciuto in modo significativo l’impegno economico dello Stato per il contrasto al dissesto idrogeologico.
Secondo i dati della piattaforma Rendis di ISPRA, tra il 1999 e il 2025 sono stati stanziati complessivamente 21,4 miliardi di euro per opere di contrasto al dissesto, ma oltre la metà delle risorse - 11,2 miliardi di euro - è stata concentrata tra il 2020 e il 2025.
La media annua degli stanziamenti è passata da 777 milioni di euro nel periodo 2010-2019 a circa 1,8 miliardi di euro tra il 2020 e il 2025. Solo nel primo trimestre del 2026 risultano stanziati 1,2 miliardi di euro per le emergenze legate alle frane e agli eventi meteorologici che hanno interessato il Mezzogiorno.
Tuttavia, secondo il Centro Studi, l’aumento delle risorse non si è tradotto in un miglioramento sostanziale delle condizioni di sicurezza del territorio, segno che il nodo principale riguarda la governance degli interventi.
Perrini (CNI): serve un cambio di passo nella gestione delle risorse
Sul punto è intervenuto il Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Angelo Domenico Perrini: “Ormai è evidente come il Paese non abbia un problema di disponibilità finanziarie. Il tema piuttosto è come spendere in modo adeguato le consistenti risorse stanziate. Le somme a disposizione per la mitigazione del rischio idrogeologico sono state ampie ma purtroppo la loro messa a terra non ha portato ad un reale miglioramento della situazione, ciò anche a causa di difficoltà organizzative e gestionali delle Pubbliche Amministrazioni che devono attivare gli strumenti di contrasto. In generale assistiamo ad una governance dispersiva causata dalla sovrapposizione delle strutture amministrative chiamate ad intervenire sul tema del dissesto, aggravata dalla mancanza di una Cabina di regia. A questo punto, abbiamo bisogno di un cambio di passo. Dobbiamo fare in modo che i tanti miliardi di euro stanziati negli ultimi anni generino un cambiamento nella politica di contrasto al dissesto, concentrando i nostri sforzi su come organizzare concretamente la risposta sul campo.”
La nota richiama anche le criticità evidenziate dalla Corte dei Conti, che negli ultimi anni ha più volte segnalato problemi legati alla frammentazione delle competenze, alla scarsa interoperabilità delle banche dati, alla limitata capacità progettuale degli enti locali e all’assenza di una regia unitaria.
Troncarelli (CNG): il dissesto idrogeologico è ormai una condizione strutturale
Per Roberto Troncarelli, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, il dissesto idrogeologico deve ormai essere considerato una condizione permanente con cui il Paese è chiamato a convivere: “Il Rapporto ISPRA 2025 descrive il dissesto idrogeologico non più come un’emergenza, ma come una condizione strutturale con cui il Paese deve imparare a convivere. Se è così, non può essere affrontato con strumenti straordinari: deve diventare una priorità ordinaria”.
Troncarelli sottolinea inoltre come la Giornata nazionale rappresenti un momento di confronto tra competenze tecniche differenti, con l’obiettivo di favorire strategie di lungo periodo capaci di trasformare la conoscenza del fenomeno in interventi sistematici di prevenzione e tutela del territorio.
Dissesto idrogeologico: dalle norme tecniche alla cabina di regia, le priorità per la prevenzione
Tra le priorità individuate dal documento dei Centri Studi emergono tre direttrici principali:
- aggiornamento delle norme tecniche in materia idraulica e di mitigazione del rischio;
- realizzazione di una cartografia del rischio più dettagliata e aggiornata;
- semplificazione del sistema di governance degli interventi.
Come evidenziato nella Nota, molte opere e infrastrutture sono state progettate sulla base di parametri climatici non più attuali, mentre gli strumenti di pianificazione e monitoraggio risultano spesso insufficienti rispetto alla frequenza e all’intensità degli eventi estremi registrati negli ultimi anni.
De Maio (Fondazione Inarcassa): Superare la frammentazione nella gestione degli interventi
Sulla necessità di una maggiore integrazione istituzionale è intervenuto anche Andrea De Maio, Presidente di Fondazione Inarcassa: “Superare la frammentazione decisionale autorizzativa e migliorare la pianificazione degli interventi, attraverso la cabina di regia e un piano per il Paese che integri le diverse fasi di intervento: questi sono i primi e necessari passi. Il dissesto idrogeologico è un problema strutturale, non una crisi a cui far fronte in momenti di emergenza e questo è evidente dalla spesa triplicata, per riparare i danni da dissesto, in questi anni, oltre che dai dati forniti da ISPRA. La stessa ISPRA da tempo si è dotata, in collaborazione con Regioni e Province Autonome, di un sistema di censimento quotidiano a regime su una piattaforma nazionale, IdroGEO: la digitalizzazione, tanto invocata, c’è. È tempo di mettere a sistema ogni risorsa disponibile. Come professionisti, continueremo a fare la nostra parte al servizio dei territori e della collettività, mettendo in campo competenze tecniche e innovazione tecnologica per costruire sistemi di prevenzione sempre più sicuri e d’avanguardia, forti della consapevolezza condivisa dei rischi che interessano il nostro Paese.”
Nel corso della giornata del 12 maggio sono previsti approfondimenti dedicati ai modelli di prevenzione, alle criticità nella gestione del rischio, alle esperienze operative maturate sui territori e alle riforme normative in corso. Tra gli ospiti istituzionali annunciati figurano il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin e il Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci.
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