Incapsulamento amianto: i sistemi certificati Icobit per la bonifica del cemento-amianto

Dalla normativa tecnica alle quattro tipologie di intervento previste dal D.M. 20 agosto 1999, focus sui sistemi incapsulanti liquidi Icobit per la messa in sicurezza delle coperture in cemento-amianto senza rimozione dei manufatti

di Icobit - 21/05/2026

Icobit, l’alleato per l’incapsulamento dell’amianto

La presenza di manufatti in cemento-amianto negli edifici costruiti prima degli anni Novanta rappresenta ancora oggi una delle principali sfide per il patrimonio edilizio italiano. Quando il materiale si trova in condizioni di degrado, il rischio di dispersione di fibre aerodisperse impone interventi tecnici regolamentati.

Icobit, l’alleato per l’incapsulamento dell’amianto

L’incapsulamento amianto si afferma come metodologia di bonifica preferenziale per le superfici in cemento-amianto non friabile, consentendo di mettere in sicurezza le coperture senza procedere alla rimozione fisica dei manufatti. In questo quadro, Icobit propone sistemi incapsulanti liquidi certificati, conformi al D.M. 06/09/1994 e al D.M. 20/08/1999.

Indice

  1. Il quadro normativo di riferimento
  2. Quando è ammesso l’incapsulamento
  3. Le tipologie di intervento previste dalla normativa
  4. Il ciclo applicativo: fasi e prescrizioni tecniche
  5. Certificazioni e requisiti prestazionali
  6. L’incapsulamento nell’ambito della sostenibilità edilizia
  7. L’approccio tecnico-operativo per progettisti e imprese

Il quadro normativo di riferimento

In Italia, la gestione dei materiali contenenti amianto è disciplinata dalla Legge n. 257/1992, che ha disposto il divieto di estrazione, importazione, commercializzazione e produzione di amianto. Le modalità operative per la bonifica sono state successivamente definite dal D.M. 06/09/1994, che individua nell’incapsulamento il trattamento di elezione per i materiali poco friabili di tipo cementizio. Il D.M. 20/08/1999 ha poi fissato i requisiti minimi prestazionali che i rivestimenti incapsulanti devono soddisfare, articolando l’intervento in quattro tipologie distinte.

A questi decreti si affianca il D.Lgs. 81/2008, che impone obblighi specifici in materia di tutela dei lavoratori esposti al rischio amianto, e le procedure delle ASL e ARPA regionali, che regolamentano la comunicazione preventiva e l’autorizzazione degli interventi. Ogni piano di lavoro deve essere redatto e trasmesso agli enti competenti prima dell’avvio delle operazioni.

Quando è ammesso l’incapsulamento

L’incapsulamento è una tecnica applicabile solo in presenza di specifiche condizioni del manufatto. La normativa vigente esclude il ricorso a questa metodologia quando il materiale presenta fenomeni di degrado avanzato, friabilità elevata o danni strutturali che compromettono la stabilità del supporto.

In linea generale, l’intervento risulta appropriato quando:

  • il cemento-amianto non presenta fessurazioni evidenti o segni di grave deterioramento
  • il manufatto è collocato in una zona non soggetta a urti meccanici frequenti
  • la superficie non è già stata trattata con interventi non conformi alle normative vigenti
  • il materiale è classificabile come a matrice compatta, tipicamente lastre ondulate o piane di copertura

In questi casi, l’incapsulamento consente di prolungare la vita utile del manufatto, contenendo il rischio di dispersione delle fibre senza generare i rischi connessi alla movimentazione fisica delle lastre.

Icobit, l’alleato per l’incapsulamento dell’amianto

Le tipologie di intervento previste dalla normativa

Il D.M. 20/08/1999 distingue quattro tipologie di incapsulamento, ciascuna con caratteristiche applicative e prescrizioni tecniche differenti.

Tipo A: incapsulamento esterno a vista

Destinato alle superfici esposte agli agenti atmosferici, prevede l’applicazione di un rivestimento ricoprente sulla faccia esterna del manufatto. Il sistema crea una membrana continua che impedisce il rilascio di fibre e protegge il supporto dall’azione degradante di pioggia, raggi UV e variazioni termiche. Il contrasto di colore tra le mani di prodotto è obbligatorio per garantire una distribuzione uniforme del consumo prescritto.

Tipo B: incapsulamento interno a vista

Previsto per le superfici posizionate all’intradosso o in ambienti interni, richiede l’utilizzo di un formulato in grado di svolgere un’azione sia penetrante che ricoprente. La mano di aggancio viene diluita con acqua per favorire la penetrazione nel substrato poroso, seguita da una seconda mano tal quale con funzione di barriera superficiale.

Tipo C: incapsulamento a supporto degli interventi di confinamento

Viene impiegato in combinazione con sistemi di confinamento fisico, come controsoffitti o pannellature, prima della posa dei sistemi di copertura. In questo caso è sufficiente un unico strato di prodotto, previa applicazione del primer consolidante.

Tipo D: incapsulamento ausiliario a supporto della rimozione

Applicato nelle fasi preparatorie alla rimozione del materiale, ha la funzione di fissare le fibre superficiali prima che le operazioni meccaniche abbiano inizio. In questa tipologia si impiegano formulati a base vinilica in soluzione acquosa molto diluita, applicati esclusivamente a spruzzo airless per non sollecitare meccanicamente la superficie. Un esempio di sistema dedicato a questa tipologia è Fiber Fix W, formulato incapsulante penetrante in emulsione acquosa che, oltre al trattamento pre-rimozione, può essere impiegato in fase post-rimozione per bloccare le fibre residue rimaste sulle superfici bonificate, nonché per favorire l’abbattimento dell’aerodispersione delle fibre in ambienti con presenza di amianto friabile.

Il ciclo applicativo: fasi e prescrizioni tecniche

Indipendentemente dalla tipologia, ogni intervento di incapsulamento amianto prevede una sequenza operativa definita che non ammette variazioni discrezionali. La corretta esecuzione delle singole fasi determina l’efficacia a lungo termine del trattamento.

La prima fase è la preparazione della superficie: il supporto deve essere pulito, privo di vegetazione (muschi, licheni), polveri e parti incoerenti. Per i manufatti in cemento-amianto si procede con lavaggio a bassa pressione e, ove necessario, con l’applicazione di un primer consolidante penetrante come primo strato di aggancio. Questa fase è determinante per l’adesione del sistema incapsulante al supporto.

Segue l’applicazione del sistema incapsulante, eseguita a pennello, rullo o sistemi airless, in conformità alle prescrizioni di consumo del D.M. 20/08/1999. I consumi minimi sono differenziati per tipologia. Inoltre, il sistema airless garantisce la massima produttività operativa, con rese giornaliere che possono raggiungere 800-1.000 m² con due operatori.

La fase conclusiva prevede la verifica tecnica dell’intervento: test di adesione, controllo dello spessore del film essiccato, redazione del verbale di bonifica e aggiornamento del censimento dell’amianto presente nell’edificio.

Certificazioni e requisiti prestazionali

I sistemi incapsulanti impiegati nella bonifica dell’amianto devono rispondere ai requisiti minimi fissati dal D.M. 20/08/1999, verificati attraverso prove standardizzate che includono: resistenza a trazione, allungamento a rottura, flessibilità a freddo, impermeabilità all’acqua, permeabilità al vapore acqueo e adhesion test. La conformità a queste prove è condizione necessaria per l’utilizzo in opere di bonifica certificate.

I sistemi Icobit per il trattamento del cemento-amianto soddisfano i requisiti prestazionali previsti dalla normativa. Inoltre, la gamma di impermeabilizzanti e protettivi Icobit si inserisce in un quadro più ampio di certificazioni che include la conformità alla UNI 11928-1:2023 “Prodotti applicati liquidi per impermeabilizzazione”, la classificazione Broof (t1)(t2)(t4) secondo la EN 13501-5 per il comportamento al fuoco esterno delle coperture, e il marchio CE 14891 per la conformità alla norma europea per le membrane impermeabilizzanti. Il contenuto di VOC in Classe A+ garantisce inoltre la sicurezza ambientale e sanitaria nelle fasi applicative.

L’incapsulamento nell’ambito della sostenibilità edilizia

Rispetto alla rimozione, l’incapsulamento riduce significativamente l’impatto ambientale dell’intervento: nessun trasporto di rifiuti speciali, nessuna necessità di smaltimento in discarica autorizzata, tempi operativi ridotti e minore esposizione dei lavoratori. Questi fattori rendono la metodologia coerente con i principi di economia circolare applicata al recupero dell’esistente.

Icobit, l’alleato per l’incapsulamento dell’amianto

L’approccio tecnico-operativo per progettisti e imprese

Per il progettista o il direttore lavori che si trova a gestire un intervento su coperture in cemento-amianto, la definizione del piano di lavoro è il momento in cui si fissano le scelte tecniche fondamentali. La valutazione dello stato del manufatto, la classificazione della tipologia di incapsulamento applicabile e la scelta del sistema incapsulante devono avvenire in coerenza con le prescrizioni normative e con le caratteristiche specifiche del supporto.

I sistemi Icobit sono formulati monocomponenti pronti all’uso, applicabili con le attrezzature standard del cantiere: pennello, rullo o airless. La natura base acqua dei formulati elimina la necessità di solventi, semplifica la gestione dei rifiuti di lavorazione e riduce i rischi per gli operatori.

Per le imprese specializzate nella bonifica dell’amianto, la disponibilità di un sistema che copra tutte e quattro le tipologie di intervento previste dalla normativa semplifica la gestione del cantiere e riduce la necessità di approvvigionare prodotti diversi per fasi operative differenti.

In questo senso, Icoper Multiuso rappresenta un riferimento tecnico consolidato: membrana continua monocomponente in emulsione acquosa, è incapsulante certificato di tipo A, B, C e D in conformità al D.M. 06/09/1994. La sua resistenza al ristagno dell’acqua, caratteristica non sempre garantita dai sistemi tradizionali, estende le possibilità applicative anche a supporti privi di regolare pendenza, frequenti nelle coperture industriali degli anni Settanta e Ottanta. La resistenza alla grandine H4-H7 secondo la scala Torro e le proprietà di crack-bridging ability garantiscono la durata del manto nel tempo, anche in condizioni climatiche severe.

In conclusione, l’incapsulamento amianto con sistemi incapsulanti liquidi certificati rappresenta la risposta tecnica più efficiente e normata per la messa in sicurezza del patrimonio edilizio ancora interessato dalla presenza di cemento-amianto. La qualità del risultato dipende dalla corretta lettura del contesto, dalla scelta della tipologia di intervento appropriata e dall’utilizzo di sistemi che soddisfino pienamente i requisiti prestazionali fissati dalla normativa vigente.

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