Piano Casa, OICE: più spazio a PPP e riforma del Testo Unico Edilizia
Nel corso di un'audizione nell'ambito dei lavori sul D.L. n. 66/2026, OICE ha chiesto incentivi per il partenariato pubblico privato, una revisione del d.P.R. n. 380/2001 e maggiore attenzione alla sostenibilità economica degli interventi
Il confronto parlamentare sul nuovo Piano Casa continua ad arricchirsi di osservazioni tecniche e richieste di modifica.
Dopo la pubblicazione del Decreto-Legge 7 maggio 2026, n. 66, il dibattito si sta infatti concentrando non solo sulle misure per aumentare l’offerta abitativa, ma anche sulla reale sostenibilità economica degli interventi previsti dal Governo.
In questo contesto si inserisce l’audizione presso la VIII Commissione Ambiente della Camera di OICE, l’Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria, che ha definito il decreto “un passo fondamentale”, chiedendo però correttivi significativi soprattutto sul fronte del partenariato pubblico privato (PPP), della rigenerazione urbana e della revisione del quadro normativo edilizio.
Piano Casa e Testo Unico Edilizia: per OICE serve una riforma organica
Il decreto legge attualmente in discussione per la conversione, rappresenta uno dei principali interventi del Governo sul tema dell’emergenza abitativa e si muove lungo più direttrici: incremento dell’offerta di edilizia residenziale pubblica e sociale, recupero e rifunzionalizzazione del patrimonio esistente, accelerazione delle procedure urbanistiche ed edilizie, valorizzazione degli immobili pubblici inutilizzati e coinvolgimento di capitali privati nei programmi di housing.
Il piano, come ha spiegato la Vicepresidente OICE con delega alla sostenibilità, Francesca Federzoni, non dovrebbe essere considerato un intervento isolato o esclusivamente emergenziale, ma l’occasione per avviare una revisione organica del d.P.R. n. 380/2001, oltre che per completare l’iter legislativo dei disegni di legge sulla rigenerazione urbana.
L’Associazione ha inoltre espresso una posizione favorevole rispetto all’ipotesi di una legge quadro nazionale, evidenziando però la necessità di lasciare alle Regioni e ai territori adeguati margini di flessibilità applicativa.
Il tema, del resto, è strettamente collegato alle profonde differenze urbanistiche, amministrative e territoriali presenti nel Paese, soprattutto tra grandi aree metropolitane e piccoli Comuni.
PPP e Piano Casa: necessari incentivi per gli investimenti privati
La parte più significativa dell’intervento dell’Associazione ha riguardato il tema della sostenibilità economico-finanziaria degli interventi.
Secondo OICE, senza un sistema di incentivi adeguato il ricorso al PPP rischia infatti di rimanere limitato, soprattutto in un contesto caratterizzato dall’aumento dei costi di costruzione, dall’incremento dei tassi e da marginalità spesso insufficienti ad attrarre investitori privati.
Da qui la richiesta di introdurre vere misure premiali, prevedendo “strumenti incentivanti come la messa a disposizione gratuita dei terreni pubblici e l’azzeramento degli oneri urbanistici”, così da migliorare la sostenibilità economico-finanziaria degli interventi e accelerarne la realizzazione.
Piccoli Comuni e costi reali: le criticità del Piano Casa
Nel corso dell’audizione è stato affrontato anche il problema dell’attuazione del Piano Casa nei centri di minori dimensioni.
OICE ha evidenziato la necessità di evitare che il decreto produca effetti concentrati esclusivamente nelle grandi città, lasciando indietro le realtà territoriali caratterizzate da minore capacità amministrativa e finanziaria.
Altro tema centrale riguarda le stime economiche contenute nel Piano, definite dall’Associazione “non del tutto realistiche”. Su questo punto, Federzoni ha spiegato che OICE si è impegnata a fornire alla Commissione dati di riferimento ricavati direttamente dal mercato in cui operano le società associate.
È evidente che da qui alla conversione in legge del decreto il confronto resterà aperto su numerosi aspetti: dalla reale sostenibilità economica degli interventi all’equilibrio tra interesse pubblico e investimenti privati, dal coordinamento con il Testo Unico Edilizia fino al ruolo della rigenerazione urbana e alla concreta capacità attuativa dei territori.
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