SIAPE supera 8,3 milioni di APE: i dati sul patrimonio edilizio

I dati mostrano la riduzione delle classi energetiche peggiori e il nuovo ruolo del SIAPE nelle politiche di riqualificazione e nel mercato immobiliare

di Redazione tecnica - 21/05/2026

Per anni l’Attestato di Prestazione Energetica è stato percepito soprattutto come un documento obbligatorio per vendere, locare o ristrutturare un immobile. Oggi, però, la crescita del SIAPE sta trasformando l’APE in una vera banca dati sullo stato energetico degli edifici italiani.

Secondo i dati ENEA aggiornati al 18 maggio 2026, il Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica ha superato quota 8.358.850 attestati registrati. Il SIAPE, istituito con il D.M. 26 giugno 2015 e gestito da ENEA, nasce infatti con l’obiettivo di restituire “una immagine dettagliata dello stato dell’arte della riqualificazione energetica del parco edilizio nazionale”.

La crescita del database non rappresenta soltanto un aumento delle certificazioni energetiche, ma anche la costruzione progressiva di una banca dati che permette di leggere quanto il patrimonio edilizio italiano sia ancora energivoro, dove si concentrano le classi energetiche peggiori e quali effetti stiano producendo gli interventi di riqualificazione realizzati negli ultimi anni, anche sotto la spinta dei bonus edilizi e delle future regole europee sulle “case green”.

SIAPE supera 8,3 milioni di APE: il patrimonio edilizio italiano entra nell’era dei dati energetici

L’aspetto più interessante non riguarda tanto il numero assoluto degli attestati registrati, quanto le informazioni che iniziano a emergere dall’analisi dei dati raccolti nel SIAPE.

Il Rapporto Annuale ENEA-CTI 2025, basato sugli APE emessi nel 2024 e trasmessi da Regioni e Province autonome, conferma infatti un progressivo miglioramento delle prestazioni energetiche del patrimonio edilizio certificato.

Il dato più rilevante riguarda la riduzione delle classi energetiche peggiori. Secondo il RACEE 2025, per la prima volta gli edifici collocati nelle classi F e G scendono al 45,3% del totale, con una diminuzione di circa tre punti percentuali rispetto all’anno precedente. Parallelamente, gli immobili nelle classi energetiche più elevate, dalla A4 alla B, hanno raggiunto il 20% del totale.

Il miglioramento appare ancora più evidente nel comparto non residenziale, dove le classi F-G sono scese al 30,9%, con una riduzione di circa dieci punti percentuali rispetto al 2023.

Si tratta di dati che iniziano a mostrare gli effetti prodotti dagli interventi di riqualificazione energetica realizzati negli ultimi anni attraverso Superbonus, Ecobonus, sostituzione degli impianti, ristrutturazioni importanti e nuove costruzioni ad alte prestazioni.

Il patrimonio edilizio italiano resta comunque fortemente caratterizzato dalla presenza di edifici energivori, soprattutto tra gli immobili costruiti prima delle normative più recenti sul contenimento dei consumi energetici.

Uno strumento per le politiche energetiche

Secondo ENEA, il SIAPE non è più soltanto uno strumento di raccolta degli APE, ma una piattaforma capace di supportare le politiche energetiche nazionali attraverso la messa a sistema dei dati contenuti negli attestati energetici.

Il sistema raccoglie infatti le informazioni provenienti dai Catasti Energetici Regionali e dalle Province autonome, consentendo di costruire un quadro nazionale omogeneo sulle prestazioni energetiche degli edifici.

La disponibilità di milioni di attestati permette oggi di monitorare l’evoluzione del patrimonio edilizio, individuare le aree con maggiori criticità energetiche, supportare la programmazione degli interventi, migliorare le elaborazioni statistiche e costruire indicatori utili per la pianificazione energetica nazionale e regionale.

In prospettiva, il SIAPE è destinato ad assumere un ruolo sempre più centrale anche nello sviluppo di sistemi interoperabili tra banche dati energetiche, catastali e territoriali.

Dall’APE “burocratico” al dato permanente dell’immobile

Uno dei cambiamenti più interessanti riguarda proprio l’evoluzione dell’APE.

Per anni l’attestato energetico è stato percepito soprattutto come un adempimento documentale legato a compravendite, locazioni o accesso agli incentivi fiscali. Oggi, però, la crescita del SIAPE e l’integrazione progressiva dei dati regionali stanno trasformando il dato energetico in una componente sempre più stabile dell’identità tecnica dell’immobile.

Le nuove procedure ENEA integrate con il SIAPE consentono già di estrarre valori medi di prestazione e di classe energetica relativi a edifici con caratteristiche simili presenti nel database nazionale.

La direzione indicata anche dalle strategie europee è quella di costruire sistemi informativi sempre più avanzati, capaci di accompagnare nel tempo l’evoluzione energetica degli edifici e di supportare le future politiche di decarbonizzazione del patrimonio immobiliare.

In prospettiva, la disponibilità di dati energetici sempre più strutturati potrebbe incidere non soltanto sulla programmazione degli interventi pubblici, ma anche sulla valutazione economica degli immobili, sulla trasparenza del mercato immobiliare e sulla finanziabilità degli interventi di riqualificazione.

EPBD IV, bonus edilizi e nuovi utilizzi dei dati energetici

Con l’attuazione della direttiva europea EPBD IV, il ruolo dell’APE potrebbe cambiare ulteriormente.

La strategia europea punta infatti a rafforzare il monitoraggio delle prestazioni energetiche degli edifici e a costruire politiche di riduzione dei consumi basate su dati sempre più strutturati e aggiornati.

In questo scenario, sistemi informativi come il SIAPE sono destinati ad assumere una funzione sempre più centrale anche nella definizione delle priorità di intervento sul patrimonio edilizio esistente e nella costruzione delle future strategie di decarbonizzazione.

Parallelamente cresce anche il tema della qualità e dell’affidabilità degli attestati energetici. Il Rapporto ENEA-CTI 2025 evidenzia infatti un continuo processo di affinamento dei sistemi di controllo e validazione dei dati, anche in vista dei requisiti più stringenti previsti dalla nuova EPBD.

La crescita del SIAPE mostra quindi come l’APE stia progressivamente smettendo di essere soltanto un documento burocratico legato alle compravendite immobiliari. Con oltre 8,3 milioni di attestati registrati, il sistema sta diventando una delle principali basi informative utilizzate per leggere l’evoluzione energetica del patrimonio edilizio italiano e orientare le future politiche di riqualificazione.

© Riproduzione riservata
I contenuti pubblicati su LavoriPubblici.it sono protetti dalla normativa vigente in materia di diritto d’autore e tutela delle banche dati. È vietata la riproduzione integrale o sostanziale, anche parziale ove effettuata in modo sistematico, nonché mediante strumenti automatizzati, degli articoli, delle banche dati e dei contenuti editoriali della testata su qualsiasi supporto, sito web, piattaforma digitale o mezzo di comunicazione, in assenza di preventiva autorizzazione scritta dell'editore.
Sono consentiti esclusivamente brevi estratti, citazioni e richiami ai contenuti pubblicati, purché accompagnati dall’espressa indicazione della fonte e dal relativo link all'articolo originale.