Verifiche Superbonus: computi metrici nel mirino dell’Agenzia delle Entrate
Nelle istruttorie sulle cessioni del credito l’AdE entra sempre più nella contabilità tecnica degli interventi: controlli su computi metrici, SAL, analisi prezzi e DDT con modalità che richiamano le verifiche tipiche dei lavori pubblici.
L’Agenzia delle Entrate non si limita più a controllare fatture, bonifici e asseverazioni. Nelle verifiche preventive sulle cessioni del credito sta entrando sempre più direttamente nella contabilità tecnica degli interventi, con un approccio che ricorda da vicino le logiche tipiche dei lavori pubblici.
Negli ultimi anni ci siamo più volte chiesti quale sarebbe stato il reale modello di controllo adottato dall’AdE sulle pratiche Superbonus: se prevalentemente fiscale, quindi orientato alla correttezza documentale e tributaria delle operazioni, oppure tecnico, con verifica nel merito delle lavorazioni, dei SAL e dei computi metrici.
Oggi iniziano ad emergere indicazioni molto precise.
Dalla documentazione nella disponibilità dello scrivente, relativa a molteplici atti istruttori nell’ambito delle verifiche sulle cessioni, eseguite prevalentemente nei confronti di General Contractor, emerge infatti un sistema di controllo estremamente approfondito nel quale il computo metrico assume un ruolo centrale.
Le istruttorie non si limitano infatti alla mera verifica della presenza della documentazione prevista dalla normativa. Il baricentro degli accertamenti si sposta sempre più sulla coerenza tecnico-economica dell’intervento, con particolare attenzione alla contabilità dei lavori, ai SAL e alla costruzione delle voci di prezzo.
Il computo metrico come fulcro della verifica
Il vero elemento di novità riguarda il ruolo assunto dal computo metrico estimativo all’interno delle istruttorie.
Il computo non viene più considerato soltanto come documento tecnico funzionale all’asseverazione della congruità della spesa, ma come elemento centrale per verificare la coerenza complessiva dell’operazione economica sottostante alla cessione del credito.
L’attenzione degli Uffici pare concentrarsi in particolare sulla continuità tra computo originario, SAL, documentazione di cantiere e successiva evoluzione della pratica.
In presenza di modifiche sostanziali delle lavorazioni, variazioni economiche rilevanti o rimodulazioni della struttura del computo non adeguatamente tracciate, il rischio è che venga messo in dubbio l’importo complessivo dei lavori e quindi anche il SAL rischia di diventare contestabile.
Si tratta di un’impostazione che avvicina sempre di più i controlli Superbonus alle logiche tipiche della verifica tecnico-contabile dei lavori pubblici.
L’AdE entra nel merito delle singole voci
L’aspetto forse più innovativo riguarda il livello di approfondimento raggiunto nelle verifiche.
Dagli atti esaminati emerge infatti che l’Agenzia delle Entrate procede sempre più spesso alla scomposizione tecnica delle voci di computo, con ricostruzione delle analisi prezzi e verifica delle singole componenti economiche delle lavorazioni contabilizzate.
Non si tratta quindi soltanto di verificare il richiamo a un prezzario regionale o al prezzario DEI, ma di entrare direttamente nel merito della formazione del prezzo unitario, della coerenza delle lavorazioni e dell’eventuale presenza di componenti economiche già comprese in altre voci.
In alcuni casi l’istruttoria arriva persino a ricostruire tecnicamente la composizione interna delle lavorazioni, verificando la congruità dei prezzi applicati rispetto alle opere effettivamente eseguibili, alla struttura economica delle forniture e alla logica contabile dell’intervento.
Difformità tra computo e DDT
Tra le contestazioni che, secondo l’esperienza dello scrivente, emergono con particolare frequenza vi sono quelle legate alla corrispondenza tra le lavorazioni contabilizzate e la documentazione di fornitura presente in cantiere.
Un caso emblematico riguarda gli interventi di isolamento termico a cappotto.
In alcune istruttorie, infatti, sono state messe a confronto le voci del computo metrico con i DDT dei materiali consegnati in cantiere, rilevando difformità tra il prodotto contabilizzato e quello effettivamente documentato nelle forniture.
Si pensi, ad esempio, a un computo che contabilizza pannelli isolanti in EPS 150, valorizzati economicamente secondo le relative caratteristiche prestazionali, mentre nei documenti di trasporto risultano forniture di EPS 100.
In situazioni di questo tipo la contestazione non riguarda soltanto la congruità del prezzo, ma investe direttamente la coerenza tecnica della contabilità lavori e la verificabilità stessa delle lavorazioni contabilizzate.
Il tema diventa particolarmente delicato quando tali difformità incidono sulla formazione del costo e quindi
sulla veridicità degli importi contenuti nelle asseverazioni.
Controlli sempre più vicini ai lavori pubblici
Le verifiche appaiono ormai molto vicine alle metodologie tipiche dei lavori pubblici, dove il controllo del computo metrico, delle analisi prezzi e della contabilità rappresenta uno degli elementi centrali dell’istruttoria tecnico-amministrativa.
L’impostazione adottata richiama, per molti aspetti, il tipo di attività normalmente svolta da un RUP, da un collaudatore amministrativo o da un soggetto incaricato della verifica tecnico-contabile dell’appalto pubblico.
Il risultato è che il computo metrico assume oggi un ruolo completamente diverso rispetto alle prime fasi operative del Superbonus, nelle quali l’elaborato — quando presente — veniva talvolta considerato un semplice allegato tecnico dell’asseverazione, volto a fissare l’importo totale delle opere, senza troppa attenzione ai dettagli.
Una nuova fase del contenzioso Superbonus
Questo cambio di impostazione è destinato ad avere effetti molto rilevanti anche sul futuro contenzioso legato ai bonus edilizi, soprattutto nei casi caratterizzati da elevata complessità contrattuale e contabile.
Il quadro che emerge delinea con chiarezza l’avvio di una nuova fase dei controlli sui bonus edilizi e in particolare sul Superbonus.
Le istruttorie esaminate sembrano evidenziare una progressiva trasformazione delle verifiche sulle cessioni del credito in vere e proprie istruttorie tecnico-contabili fondate sull’analisi dei computi metrici, dei SAL, delle analisi prezzi, dei DDT e della documentazione di cantiere.
Non è un caso che una parte crescente delle verifiche riguardi proprio le operazioni gestite tramite General Contractor, ossia quei modelli nei quali la costruzione economica dell’intervento, dei corrispettivi e delle lavorazioni assume un ruolo centrale.
Chi ha gestito il Superbonus con una contabilità tecnica rigorosa e coerente con le logiche proprie della contrattualistica pubblica dispone oggi di strumenti difensivi molto più solidi.
Al contrario, dove computi, SAL e documentazione di cantiere presentano incoerenze o disallineamenti, il rischio non è più soltanto fiscale, ma riguarda la stessa verificabilità tecnica dell’intervento.
A cura di Cristian Angeli
ingegnere esperto in agevolazioni edilizie, Superbonus e
contenziosi
www.cristianangeli.it
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