Avviso aree interne: dal Dipartimento Casa Italia i chiarimenti su edifici e contributi

Aggiornate le FAQ sull’avviso dedicato agli interventi di prevenzione del rischio sismico nelle aree interne in zona sismica 1 e 2, con indicazioni operative su immobili ammissibili, destinazioni d’uso, spese finanziabili, pareri, cofinanziamenti e modalità di candidatura

di Redazione tecnica - 28/05/2026

Sono state pubblicate le FAQ aggiornate relative all’“Avviso aree interne in zone sismiche 1 e 2”, il programma destinato agli interventi di prevenzione del rischio sismico su edifici ed elisuperfici pubblici localizzati nei territori delle aree interne.

Avviso aree interne e rischio sismico: dal Dipartimento Casa Italia le FAQ aggiornate

L’aggiornamento interessa le sezioni 3, 4 e 10 del documento e comprende anche i chiarimenti già diffusi il 22 aprile 2026, raccogliendo in un unico testo tutte le indicazioni operative finora pubblicate dal Dipartimento Casa Italia.

Il documento consolida e amplia il quadro interpretativo dell’Avviso, intervenendo su diversi aspetti della procedura, dai requisiti di ammissibilità degli immobili fino alla documentazione necessaria per la presentazione delle candidature.

Interventi finanziabili nelle aree interne: edifici pubblici, elisuperfici e opere stradali

L’Avviso disciplina termini e modalità per la selezione di interventi riconducibili a tre distinte categorie.

  • Categoria A nella quale rientrano tra gli interventi finanziabili quelli di rafforzamento, miglioramento o adeguamento sismico degli edifici pubblici, oltre agli interventi di demolizione e ricostruzione nei casi in cui risultino meno onerosi rispetto alle opere di miglioramento antisismico. Gli edifici ammissibili comprendono in particolare strutture sanitarie e ospedaliere, edifici scolastici, sedi istituzionali e uffici pubblici degli enti territoriali;
  • Categoria B, che riguarda invece le elisuperfici pubbliche. In questo caso sono finanziabili interventi di realizzazione, rafforzamento, miglioramento o adeguamento sismico di infrastrutture considerate strategiche per la gestione delle emergenze nei territori interni, soprattutto nelle aree montane o più difficilmente raggiungibili;
  • Categoria C,dedicata agli interventi sulle opere d’arte stradali, con particolare attenzione alla continuità dei percorsi di emergenza. Rientrano in questa categoria ponti, viadotti, gallerie, cavalcavia, sottopassi, muri di sostegno e opere di consolidamento strutturale e geotecnico afferenti alla rete stradale.

Chi può accedere ai contributi e quali Comuni rientrano nell’Avviso

Possono partecipare alla procedura, in qualità di proponenti, Regioni, Comuni, Province, Città metropolitane, Unioni di Comuni e Comunità montane, purché proprietari degli edifici, delle elisuperfici o delle opere oggetto di intervento oppure titolari di un valido potere gestorio previsto dall’Avviso.

L’ambito territoriale della misura è circoscritto ai Comuni classificati come intermedi, periferici e ultra-periferici nell’ambito della mappatura delle aree interne 2021-2027 e ricadenti nelle zone sismiche 1 e 2, come individuati nell’Allegato 1 dell’Avviso.

Aanche enti territoriali non inclusi direttamente nell’Allegato 1 possono partecipare alla procedura, purché candidino interventi relativi a immobili o infrastrutture situati nei territori dei Comuni ricompresi nell’elenco.

Quante risorse sono disponibili e quali importi possono essere finanziati

La dotazione finanziaria complessiva dell’Avviso ammonta a 200 milioni di euro così ripartiti:

  • 100 milioni di euro per gli interventi sugli edifici pubblici (Categoria A);
  • 10 milioni di euro per gli interventi sulle elisuperfici pubbliche (Categoria B);
  • 90 milioni di euro per gli interventi sulle opere d’arte stradali (Categoria C).

L’Avviso prevede inoltre specifici tetti massimi di finanziamento per ciascun intervento, fermo restando l’obbligo per il soggetto proponente di garantire la copertura delle eventuali spese eccedenti rispetto al contributo concedibile.

Quali edifici possono ottenere i contributi: scuole, uffici pubblici ed edifici esclusi

Uno dei principali chiarimenti contenuti nell’aggiornamento riguarda il requisito della titolarità pubblica degli edifici candidabili.

Il Dipartimento Casa Italia precisa infatti che gli interventi di categoria A possono riguardare esclusivamente immobili di totale proprietà pubblica. Restano quindi esclusi gli edifici in comproprietà pubblico-privata, anche nel caso in cui l’ente disponga della gestione manutentiva dell’intero immobile sulla base di comodati, convenzioni o altri accordi.

Viene inoltre specificato che non è possibile candidare interventi su edifici, elisuperfici o aree non ancora nella disponibilità pubblica al momento della presentazione della domanda e che non risultano ammissibili le spese per l’acquisto di terreni o fabbricati.

Il documento chiarisce anche che la possibilità prevista dall’articolo 5 dell’Avviso per gli enti non proprietari opera soltanto dopo la verifica del requisito della piena titolarità pubblica del bene.

Ampio spazio viene dedicato anche alla finalità d’uso degli edifici candidati.

La destinazione prevista dall’articolo 3, comma 2, dell’Avviso deve esistere già al momento della presentazione della domanda e deve essere formalmente documentata dall’ente proponente, insieme all’impegno a mantenerla per almeno dieci anni dalla conclusione dell’intervento.

Tra le indicazioni operative più rilevanti vi sono quelle relative alle diverse tipologie di edifici:

  • gli asili nido comunali possono essere considerati edifici scolastici ai fini dell’Avviso;
  • le palestre scolastiche risultano ammissibili solo a determinate condizioni e purché correttamente censite nell’Anagrafe regionale dell’edilizia scolastica;
  • biblioteche e musei comunali sono ammissibili, ma soltanto nel caso in cui ospitino effettivamente uffici pubblici dell’ente con personale dipendente;
  • gli edifici scolastici temporaneamente dismessi possono essere candidati purché la finalità scolastica risulti già formalmente attribuita e adeguatamente documentata;
  • gli edifici comunali utilizzati dall’Arma dei Carabinieri sono esclusi perché non possono essere considerati “uffici pubblici degli enti territoriali” ai fini dell’Avviso.

Cofinanziamenti, spese tecniche e interventi ammessi: i chiarimenti operativi

I chiarimenti intervengono anche sul tema del quadro economico degli interventi e delle spese finanziabili.

Viene confermata la possibilità di cofinanziare gli interventi con risorse ulteriori rispetto a quelle dell’Avviso, purché venga rispettato il principio del divieto di doppio finanziamento. Il quadro economico dovrà quindi distinguere in modo puntuale le spese coperte dal contributo richiesto da quelle sostenute con altre fonti finanziarie.

Possono essere finanziate non soltanto le opere strutturali vere e proprie, ma anche le opere edili e impiantistiche strettamente connesse agli interventi antisismici.

Tra gli esempi riportati nel documento viene chiarito che il ripristino del pacchetto di solaio dopo un intervento strutturale è ammissibile, mentre la sostituzione degli infissi può essere finanziata solo se direttamente necessaria all’intervento strutturale. Restano invece esclusi gli interventi autonomi di efficientamento energetico o miglioramento funzionale non strettamente collegati alle opere antisismiche.

Confermata inoltre l’ammissibilità delle spese tecniche, comprese progettazione, direzione lavori e collaudo, purché sostenute successivamente alla pubblicazione dell’Avviso e rimaste effettivamente a carico del proponente.

Pareri, PFTE e documentazione: cosa serve per presentare la domanda

Una parte significativa dell’aggiornamento riguarda il quadro autorizzatorio e la documentazione progettuale richiesta per la candidatura.

Il progetto allegato alla domanda deve essere già corredato di tutti i pareri, nulla osta e atti di assenso richiesti dalla normativa vigente. Non è quindi sufficiente il semplice avvio della Conferenza dei servizi o la presentazione delle relative istanze agli enti competenti.

Il documento affronta anche il tema dei livelli progettuali, specificando le modalità di utilizzo dei PFTE e le condizioni per l’impiego di progetti originariamente redatti ai sensi del d.Lgs. n. 50/2016, che dovranno essere adeguati alle disposizioni del d.Lgs. n. 36/2023.

Vengono inoltre fornite indicazioni sugli “atti formali” richiesti a corredo della domanda, precisando che la loro individuazione dipende dall’assetto organizzativo e regolamentare del singolo ente.

Elisuperfici, piattaforma telematica e scadenze per le candidature

Ulteriori precisazioni riguardano gli interventi di categoria B, che possono includere sia elisuperfici già esistenti sia la realizzazione ex novo di nuove infrastrutture, purché nel rispetto degli ulteriori requisiti previsti dall’Avviso.

Confermata inoltre la scadenza del 4 giugno 2026 per la presentazione delle domande, da trasmettere esclusivamente attraverso la piattaforma telematica dedicata, attiva dal 16 aprile 2026.

Il Dipartimento ricorda infine che ciascun proponente può presentare una sola domanda per ciascuna categoria di intervento e fornisce ulteriori indicazioni operative sulle modalità di delega per l’accesso alla piattaforma.

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