Statistiche catastali: online il report aggiornato sul patrimonio immobiliare italiano

L'OMI pubblica le nuove Statistiche catastali: aumentano gli immobili censiti, crescono box, cantine e fabbricati produttivi, mentre diminuiscono gli uffici e continua il calo delle abitazioni popolari e rurali. Un'analisi dei principali dati sul patrimonio immobiliare italiano e sulla distribuzione delle diverse categorie catastali

di Redazione tecnica - 13/07/2026

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L'Osservatorio Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate ha pubblicato le nuove Statistiche catastali relative al catasto fabbricati, il rapporto annuale che fotografa l'intero patrimonio immobiliare censito negli archivi catastali italiani.

Giunta alla diciannovesima edizione, la pubblicazione offre una panoramica dettagliata sulla consistenza del patrimonio edilizio nazionale, distinguendo le diverse categorie catastali, la rendita attribuita agli immobili e la loro distribuzione tra persone fisiche e altri soggetti.

Rispetto al 2024, il patrimonio immobiliare è ancora in crescita, ma con dinamiche differenti tra i vari comparti: aumentano box, cantine e immobili produttivi, mentre continua a ridursi il numero delle abitazioni popolari e rurali. Un quadro che racconta come stia evolvendo il patrimonio edilizio italiano ben oltre il semplice incremento numerico dello stock catastale.

Statistiche catastali: i numeri del patrimonio immobiliare italiano nel 2025

Alla fine del 2025 gli archivi catastali censiscono 79,57 milioni di immobili. Di questi, 68,43 milioni sono unità immobiliari dotate di rendita catastale, mentre circa 3,84 milioni appartengono al gruppo F, costituito da immobili privi di rendita come aree urbane, ruderi, unità in corso di costruzione o di definizione.

A questi si aggiungono oltre 7,23 milioni di beni comuni non censibili, privi di autonoma capacità reddituale.

Lo stock immobiliare, considerando le unità catastali e gli immobili del gruppo F, cresce dello 0,6% rispetto all'anno precedente, con circa 465 mila immobili in più. Quasi il 90% del patrimonio è intestato a persone fisiche, mentre il restante 10,8% appartiene a persone non fisiche come società, enti e fondazioni.

Patrimonio immobiliare residenziale: come cambiano le abitazioni nel Catasto 2025

Le abitazioni rappresentano ancora il cuore del patrimonio immobiliare italiano. Le unità censite nelle categorie residenziali del gruppo A sono 35,78 milioni, pari a oltre la metà dell'intero patrimonio immobiliare con rendita.

La tipologia prevalente continua a essere costituita dalle abitazioni civili (A/2), economiche (A/3) e popolari (A/4), che insieme rappresentano circa l'89% dello stock residenziale.

Dal confronto con il 2024 emergono però tendenze interessanti:

  • aumentano le abitazioni civili (A/2), con un incremento dello 0,8%;
  • crescono i villini (A/7), che registrano un +1%;
  • continuano invece a diminuire le abitazioni popolari (A/4);
  • il calo è ancora più marcato per le abitazioni ultrapopolari (A/5) e per quelle rurali (A/6), entrambe in diminuzione del 2,1%.

Dal punto di vista dimensionale, l'abitazione italiana continua ad avere una consistenza media di 5,5 vani e una superficie di circa 118 metri quadrati. Le differenze tra le categorie catastali restano tuttavia molto ampie: si passa dai 58 mq medi delle abitazioni A/5 ai 686 mq delle unità appartenenti alla categoria catastale A/9, riservata a castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storici.

Uffici, negozi, box e pertinenze: i dati sul patrimonio immobiliare non residenziale

In controtendenza rispetto ad altri comparti si collocano gli uffici e gli studi privati: le unità censite nella categoria A/10 sono 642.001, con una riduzione dello 0,6% rispetto all'anno precedente. Anche la rendita catastale complessiva diminuisce dello 0,9%, attestandosi a circa 1,46 miliardi di euro.

Uno degli aspetti più interessanti riguarda invece il comparto degli immobili del gruppo C, che comprende box, autorimesse, cantine, soffitte, negozi e laboratori.

Nel complesso queste unità sfiorano i 30 milioni, rappresentando circa il 43,6% dello stock immobiliare con rendita. La componente predominante è costituita dai box e posti auto (categoria C/6), seguiti da cantine e magazzini (C/2).

Proprio le unità della categoria C/2 registrano una delle crescite più elevate dell'intero patrimonio catastale: +2,7% rispetto al 2024. Crescono anche box e autorimesse (+0,6%), mentre i negozi (C/1) continuano a diminuire, con una riduzione dello 0,4%.

Immobili del gruppo D: quasi il 30% della rendita catastale concentrato in questa categoria

Altro dato particolarmente significativo è quello che riguarda gli immobili a destinazione speciale del gruppo D.

Pur rappresentando soltanto il 2,6% dello stock immobiliare, questi fabbricati concentrano oltre 11,3 miliardi di euro di rendita catastale, pari al 28,9% della rendita complessiva nazionale.

Il gruppo comprende opifici, fabbricati industriali, immobili destinati ad attività commerciali, alberghi, impianti sportivi e fabbricati produttivi agricoli.

Lo stock di questi immobili cresce dell'1,4%, uno dei valori più elevati registrati nel rapporto. Le categorie numericamente più consistenti restano gli opifici (D/1), gli immobili industriali (D/7), quelli commerciali (D/8) e i fabbricati produttivi agricoli (D/10).

Immobili senza rendita catastale: quanti sono e quali rientrano nel gruppo F

Le statistiche evidenziano infine la consistenza degli immobili appartenenti al gruppo F, cioè quelli privi di rendita catastale.

Si tratta di 3,84 milioni di unità, composte prevalentemente da aree urbane, unità collabenti, fabbricati in corso di costruzione, immobili in corso di definizione e lastrici solari.

Tra questi spiccano oltre 656 mila unità in corso di costruzione e circa 636 mila unità collabenti, cioè fabbricati che hanno perso la propria capacità reddituale. Le infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione (F/7), pur rappresentando una quota limitata dello stock, registrano invece la crescita percentuale più elevata (+15,3%).

Una fotografia che racconta l'evoluzione del patrimonio immobiliare

Le Statistiche catastali 2025 confermano come il patrimonio immobiliare italiano continui a crescere, ma soprattutto evidenziano un'evoluzione nella sua composizione.

Accanto all'incremento delle abitazioni civili, aumentano infatti pertinenze, immobili produttivi e fabbricati destinati alle attività economiche, mentre prosegue la riduzione delle abitazioni popolari e rurali.

Pur avendo finalità prevalentemente statistiche e censuarie, le informazioni sono uno strumento utile per comprendere le dinamiche del mercato in relazione alla distribuzione delle diverse tipologie immobiliari presenti negli archivi catastali.

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