Stato legittimo: il Consiglio di Stato valorizza progetti e documentazione tecnica
Nessuna demolizione senza annullamento formale del permesso di costruire: lo stato legittimo si ricostruisce attraverso i titoli e le tavole progettuali approvate
Può l’amministrazione ordinare la demolizione di un locale rappresentato e approvato nelle tavole di progetto allegate a un permesso di costruire? E, ancora, può mettere in discussione la legittimità di un titolo edilizio rilasciato anni prima sulla base di una relazione tecnica successiva?
Progetto approvato con rilascio permesso di costruire: è prova dello stato legittimo
Con la sentenza del 13 ottobre 2025, n. 7992, il Consiglio di Stato ha risposto negativamente a entrambe le domande, riaffermando che le carte progettuali approvate provano la piena conformità dell’intervento.
Il caso riguarda l’impugnazione di un ordine di demolizione di alcune opere interne a un fabbricato commerciale, tra cui un vano cucina e i locali di servizio, ritenuti non legittimi. Il Comune sosteneva che il permesso di costruire rilasciato anni prima fosse viziato da una falsa rappresentazione dello stato dei luoghi e che, pertanto, le opere in questione dovessero considerarsi abusive. A fondamento del provvedimento repressivo veniva richiamata una relazione tecnica comunale, redatta a seguito di sopralluogo, che escludeva l’esistenza del vano al momento del rilascio del titolo.
Il giudice amministrativo di primo grado aveva respinto il ricorso, ritenendo la relazione fidefacente ai sensi dell’art. 2700 del c.c. e quindi dotata di piena efficacia probatoria
In appello, tuttavia, il Consiglio di Stato ha radicalmente ribaltato l’esito della controversia, chiarendo che un’amministrazione non può disapplicare un titolo valido in via di fatto, ma solo mediante un formale procedimento di autotutela.
Lo stato legittimo dell’immobile, infatti, si ricostruisce attraverso i titoli abilitativi e la documentazione tecnica che li accompagna, non attraverso valutazioni istruttorie successive.
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