Terre e rocce da scavo: via libera (condizionato) al nuovo regolamento

Il Consiglio di Stato sblocca l’iter del regolamento che sostituirà il d.P.R. n. 120/2017: ampliamento a sedimenti e amianto, ma restano nodi su istruttoria e disciplina tecnica

di Redazione tecnica - 28/04/2026

Con il parere del 20 aprile 2026, n. 710 il Consiglio di Stato ha dato il via libera allo schema predisposto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per il nuovo regolamento per la gestione semplificata delle terre e rocce da scavo, consentendo di proseguire l’iter verso l’adozione definitiva.

L’approvazione finale resta comunque subordinata al recepimento di alcune modifiche indicate da Palazzo Spada, che riguardano la legittimità del procedimento, la coerenza del regolamento con la normativa primaria e la tenuta tecnica di alcune sue parti.

Nuovo regolamento terre e rocce da scavo: cosa cambia rispetto al d.P.R. n. 120/2017

Lo schema in esame è destinato a sostituire integralmente il d.P.R. n. 120/2017, che oggi disciplina la gestione delle terre e rocce da scavo, soprattutto con riferimento alla loro qualificazione come sottoprodotti e non come rifiuti.

L’intervento si inserisce nel quadro definito dall’art. 48 del D.L. n. 13/2023, che ha introdotto una disciplina semplificata, successivamente ampliata dalla Legge n. 199/2025. Proprio questa evoluzione normativa ha reso necessaria una revisione più ampia del sistema, anche per includere fattispecie che in precedenza risultavano marginali o comunque prive di un inquadramento uniforme.

L’attuale schema è il risultato di una revisione significativa, successiva alle criticità evidenziate nel parere n. 327/2025. In questa fase sono stati riorganizzati i contenuti, separando in modo più netto le disposizioni a regime da quelle transitorie, è stata isolata la disciplina dei controlli e delle ispezioni in una sede autonoma e sono stati eliminati alcuni rinvii interni che rendevano il testo poco lineare. Parallelamente, sono stati rafforzati gli allegati tecnici, in particolare con riferimento alla caratterizzazione ambientale.

Terre e rocce da scavo: estensione a sedimenti e materiali contenenti amianto

Uno dei passaggi più rilevanti riguarda l’estensione dell’ambito di applicazione.

Il nuovo regolamento non si limita più alle terre e rocce da scavo in senso tradizionale, ma ricomprende anche i sedimenti escavati, sia in ambito fluviale e lacustre sia in contesti marini, oltre alle terre e rocce provenienti da affioramenti naturali contenenti amianto.

Si tratta di un ampliamento che deriva direttamente dalle modifiche introdotte dalla Legge n. 199/2025 e che riguarda il perimetro operativo della disciplina, includendo situazioni che fino ad oggi erano gestite con strumenti differenti o caratterizzate da un certo grado di incertezza applicativa.

Il parere del Consiglio di Stato: criticità su istruttoria, definizioni e criteri tecnici

Accanto agli elementi di avanzamento, il Consiglio di Stato ha comunque evidenziato alcuni profili che richiedono ulteriori interventi. Il primo riguarda la fase istruttoria, che non risulta ancora completa e rispetto alla quale è subordinato il definitivo superamento delle criticità procedurali.

Sul piano dei contenuti, una prima questione riguarda le definizioni: il regolamento, essendo adottato ai sensi dell’art. 17, comma 3, della Legge n. 400/1988, deve mantenersi entro i limiti tracciati dalla norma primaria e non può estendere in modo autonomo il perimetro delle categorie giuridiche, ampliandole oltre quanto previsto dal legislatore.

Un secondo profilo riguarda i criteri tecnici, in particolare per i sedimenti. Il Consiglio di Stato richiama l’esigenza che i parametri ambientali non siano rimessi, caso per caso, alla valutazione delle agenzie competenti, ma trovino un fondamento in riferimenti normativi predeterminati. In questa direzione sono stati inseriti richiami a discipline già esistenti, ma il tema resta delicato sotto il profilo applicativo.

Infine, vengono segnalate alcune criticità relative a specifici passaggi operativi, come il trasporto dei sedimenti o la gestione dei cantieri di piccole dimensioni, rispetto ai quali il testo presenta formulazioni considerate troppo generiche o non pienamente coerenti con il quadro normativo di riferimento.

Nuovo regolamento terre e rocce da scavo: attesa per il regolamento definitivo

Al netto delle modifiche richieste, il parere rappresenta un passaggio che riattiva il procedimento e avvicina l’adozione della nuova disciplina sulla gestione delle terre e rocce da scavo.

Si tratta di un intervento atteso dal settore delle costruzioni, considerata la rilevanza del tema nella gestione dei materiali, nell’organizzazione dei tempi di cantiere e nella corretta qualificazione giuridica delle operazioni. Il recepimento delle osservazioni del Consiglio di Stato costituirà ora il passaggio decisivo per arrivare alla definizione del testo finale.

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