Whistleblowing: ANAC avvia l’elenco ETS per il supporto ai segnalanti

Pubblicato l'Avviso per l’iscrizione nell’elenco previsto dal d.Lgs. n. 24/2023: come partecipare, quali requisiti sono richiesti e quali attività devono garantire gli enti del Terzo settore

di Redazione tecnica - 25/03/2026

L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha avviato una procedura per l’acquisizione di manifestazioni di interesse finalizzate all’iscrizione nell’elenco degli enti del Terzo settore chiamati a fornire misure di sostegno gratuite ai whistleblower, dando attuazione a quanto previsto dall’art. 18 del D.Lgs. n. 24/2023.

L’iniziativa si colloca in una fase ormai pienamente operativa della disciplina sul whistleblowing e introduce un elemento di rafforzamento del sistema, aprendo alla partecipazione di soggetti esterni qualificati in grado di accompagnare il segnalante lungo tutto il percorso, dalla scelta del canale fino alla comprensione delle tutele previste dall’ordinamento.

Il termine per la presentazione delle domande è fissato al 13 aprile 2026, in linea con quanto indicato nell’avviso pubblicato da ANAC.

Whistleblowing: finalità, ruolo e quadro normativo dell'elenco ETS

Il D.Lgs. n. 24/2023, che ha recepito la direttiva (UE) 2019/1937, ha ridefinito in modo organico la disciplina della protezione dei segnalanti, estendendola sia al settore pubblico sia a quello privato.

All’interno di questo assetto, ANAC è individuata come autorità competente per la gestione delle segnalazioni esterne, con funzioni che si estendono dalla ricezione alla vigilanza, fino al supporto operativo e alla definizione delle regole applicative.

L’elenco degli enti del Terzo settore si inserisce in questo quadro come uno strumento complementare, pensato per garantire una rete di assistenza qualificata e accessibile, capace di affiancare il segnalante in una fase spesso delicata, caratterizzata da incertezze operative e timori legati alle possibili conseguenze della segnalazione.

Avviso ANAC 2026: chi può iscriversi all’elenco degli enti del Terzo settore

ANAC chiarisce nell’avviso che l’elenco non assume i tratti di una procedura competitiva, ma si configura come un elenco aperto di soggetti idonei. Non sono previste graduatorie né attribuzioni di punteggi: l’obiettivo è individuare gli enti in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa e dall’avviso stesso.

Possono presentare domanda gli enti del Terzo settore che, in coerenza con quanto previsto dal D.Lgs. n. 117/2017, operano per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, con attività riconducibili alla promozione della legalità e alla tutela dei diritti.

Resta escluso il perimetro delle imprese sociali, comprese le cooperative sociali, secondo quanto espressamente indicato nell’avviso.

Requisiti per iscrizione elenco ANAC ETS: condizioni obbligatorie e criteri valutati

Presupposto imprescindibile per la candidatura è l’iscrizione al RUNTS, accompagnata dal possesso dei requisiti previsti dall’art. 18 del D.Lgs. n. 24/2023 e dalla coerenza tra attività statutarie e finalità richieste.

L’avviso individua inoltre alcuni elementi che rafforzano il profilo dell’ente e che risultano particolarmente significativi nella valutazione complessiva:

  • un’anzianità di iscrizione al RUNTS pari ad almeno tre anni;
  • una base associativa strutturata, indicativamente superiore a dodici associati;
  • una organizzazione interna in grado di garantire continuità nel supporto ai segnalanti;
  • la presenza di canali di ascolto dedicati (linee telefoniche, e-mail, sportelli);
  • esperienze pregresse nel settore della prevenzione della corruzione e dell’assistenza ai segnalanti.

Più che criteri selettivi in senso stretto, si tratta di indicatori della capacità dell’ente di svolgere in modo efficace un’attività che richiede competenze specifiche e affidabilità.

Supporto ai whistleblower: quali attività devono garantire gli ETS

Il supporto richiesto agli ETS si colloca su un piano complementare rispetto all’attività di ANAC e si articola in funzioni che accompagnano il segnalante lungo tutto il percorso. In particolare, gli enti sono chiamati a:

  • fornire informazioni sulle modalità di segnalazione e sui canali disponibili;
  • chiarire i diritti del segnalante e le tutele previste dall’ordinamento;
  • offrire supporto nella comprensione delle misure di protezione dalle ritorsioni;
  • orientare sulle condizioni e modalità di accesso al patrocinio a spese dello Stato.

L’Autorità richiama in modo esplicito il principio della gratuità del servizio, che non rappresenta un elemento accessorio ma una condizione essenziale. L’avviso vieta infatti qualsiasi forma di corrispettivo, prevedendo l’esclusione dall’elenco in caso di violazione.

Domanda di iscrizione ANAC ETS: modello A, documenti e scadenza

La domanda deve essere redatta utilizzando il Modello A predisposto da ANAC, sottoscritta dal legale rappresentante e accompagnata dallo statuto dell’ente, così da consentire una verifica immediata della coerenza tra finalità statutarie e requisiti richiesti.

Dal punto di vista operativo, la procedura si articola nei seguenti passaggi:

  • compilazione del modello con le informazioni sull’ente e sulle attività svolte;
  • dichiarazione del possesso dei requisiti previsti dalla normativa e dall’avviso;
  • allegazione dello statuto e del documento di identità del sottoscrittore;
  • trasmissione tramite PEC o mediante le altre modalità indicate.

Il termine per la presentazione è fissato al 13 aprile 2026; le domande presentate oltre tale scadenza non sono escluse, ma confluiscono nel primo aggiornamento utile dell’elenco.

Formazione e aggiornamento dell’elenco ANAC

La formazione dell’elenco è affidata agli uffici dell’Autorità, che svolgono un’istruttoria finalizzata a verificare la completezza delle domande e la sussistenza dei requisiti dichiarati.

Il procedimento si conclude con l’approvazione da parte del Consiglio ANAC e con la pubblicazione sul sito istituzionale, che assume valore di notizia legale.

L’elenco ha validità annuale ed è soggetto ad aggiornamenti periodici, così da consentire un progressivo ampliamento della platea degli enti e un costante allineamento rispetto alle condizioni richieste.

Obblighi degli enti iscritti e cause di esclusione dall'elenco

L’iscrizione nell’elenco comporta una serie di obblighi che incidono direttamente sull’organizzazione e sull’operatività degli enti, chiamati a garantire nel tempo la qualità del servizio offerto.

In particolare, gli enti iscritti devono:

  • mantenere i requisiti dichiarati in fase di domanda;
  • attivare e rendere effettivi i canali di supporto ai whistleblower;
  • comunicare tempestivamente eventuali variazioni rilevanti;
  • pubblicare con cadenza annuale le attività svolte.

Parallelamente, l’avviso individua alcune ipotesi che possono determinare l’esclusione dall’elenco, tra cui la mancanza dei requisiti, l’irregolarità della domanda o la richiesta di compensi ai segnalanti, elemento quest’ultimo che assume un rilievo centrale nella logica complessiva dell’intervento.

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