Agevolazioni “prima casa”: la Cassazione sugli immobili in costruzione

La Suprema Corte chiarisce che la mancata ultimazione dei lavori entro il triennio comporta la perdita dei benefici anche se il contribuente vi trasferisce la residenza

di Redazione tecnica - 12/11/2025

È possibile mantenere le agevolazioni “prima casa” quando l’immobile acquistato è ancora in costruzione e i lavori non siano stati ultimati entro tre anni dall’atto?

A rispondere tassativamente di no è la Corte di Cassazione con l’ordinanza del 22 settembre 2025, n. 25790, con cui è stato ribadito un principio di stretta interpretazione in materia di benefici fiscali: la permanenza della classificazione catastale F/3 è di per sé sufficiente a far venir meno le agevolazioni, indipendentemente dalla residenza o dall’attivazione delle utenze.

Agevolazioni “prima casa”: niente benefici per immobili ancora in costruzione dopo 3 anni

La vicenda riguarda la contestazione, da parte dei proprietari di un immobile in costruzione, della decadenza dei benefici “prima casa” operata dall’Agenzia delle Entrate. L’immobile era stato acquistato nel 2015 con le imposte agevolate, ma i lavori non erano stati ultimati nel termine triennale previsto dalla normativa.

A seguito di verifica, il Fisco ha quindi emesso due avvisi di liquidazione, uno per il recupero dell’IVA ordinaria e uno per l’imposta di registro, impugnati senza esito presso la CTP,

In appello, la CTR Piemonte aveva parzialmente accolto le doglianze, annullando l’avviso IVA per vizi di delega di firma, ma confermando la revoca dell’agevolazione “prima casa” per l’imposta di registro, poiché l’immobile risultava ancora classificato in categoria F/3 e non regolarizzato catastalmente entro i tre anni.

Ne è derivato il ricorso per cassazione, sostenendo che la legge non prevede la decadenza automatica per mancata ultimazione dei lavori e che l’effettivo utilizzo dell’immobile come abitazione principale, dimostrato dal trasferimento di residenza e dall’attivazione delle utenze, avrebbe costituito condizione suffificente per la conservazione del beneficio.

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