Bonus edilizi 2026: proroga nel ddl di Bilancio, Conto Termico 3.0 e tetto alle detrazioni
Ecobonus, ristrutturazioni, sismabonus e bonus mobili confermati nel 2026 alle regole 2025. Nel frattempo avanzano Conto Termico 3.0 e limite complessivo alle detrazioni (art. 16-ter TUIR).
Ancora una volta il legislatore ha scelto la strada più semplice: una nuova proroga annuale per i bonus edilizi. Il disegno di legge di Bilancio 2026 – che il Parlamento dovrà approvare per la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale entro il 31 dicembre 2025 – non prova a rimettere ordine nel sistema dei bonus edilizi, non capitalizza davvero l’esperienza – spesso problematica – del Superbonus e non propone alcuna visione di medio periodo. Si limita a trascinare nel 2026 le stesse regole del 2025, rinviando ancora una volta qualsiasi intervento strutturale.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una normativa frammentata, disomogenea, costruita per stratificazioni successive e sempre più affidata alle prassi interpretative degli enti di controllo – Agenzia delle Entrate ed ENEA – piuttosto che a un impianto normativo chiaro e autosufficiente. Di un vero Testo Unico dei bonus edilizi si parla da anni. Ma, anche questa volta, non se ne vede traccia.
Cosa propone il ddl di Bilancio 2026
Sul piano strettamente normativo, l’art. 9 del ddl di Bilancio 2026 modifica il Decreto-Legge n. 63/2013 prorogando, per l’intero anno 2026 e alle stesse condizioni previste per il 2025, le detrazioni relative a:
- Ecobonus;
- Bonus ristrutturazioni edilizie;
- Sismabonus;
- Bonus mobili.
Nessuna nuova tipologia di intervento, nessuna semplificazione procedurale, nessuna razionalizzazione delle percentuali. La logica è puramente conservativa: evitare il ritorno automatico alle aliquote “a regime” più basse, senza però affrontare il tema centrale della stabilità e della coerenza del sistema.
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