Cambio di destinazione d’uso agricola-residenziale: il TAR conferma l’onerosità dell’intervento

La sentenza del TAR Piemonte n. 1424/2025 chiarisce perché il passaggio da abitazione rurale a residenziale costituisce un mutamento urbanisticamente rilevante con contributo di costruzione dovuto

di Redazione tecnica - 23/11/2025

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Il passaggio da abitazione agricola a civile abitazione può essere considerato un semplice adeguamento funzionale o incide sul carico urbanistico?

Quali parametri devono guidare il tecnico nel valutare l’onerosità degli interventi di mutamento d’uso in area rurale?

E, soprattutto, fino a che punto la data di costruzione dell’immobile e la funzione originariamente svolta possono rendere gratuito o meno l’intervento?

Sono le questioni su cui il TAR Piemonte è intervenuto con la sentenza del 16 ottobre 2025, n. 1424, chiarendo perché il cambio di destinazione d’uso da agricola a residenziale rappresenta un mutamento urbanisticamente rilevante.

Cambio di destinazione d’uso da agricolo a residenziale: per il TAR l'intervento è oneroso

Nel caso in esame, il ricorrente aveva richiesto un permesso di costruire per il mutamento di destinazione d’uso, senza opere, di un fabbricato rurale costruito con licenza del 1963, da abitazione agricola a civile abitazione, includendo anche una stalla-tettoia coeva.

Il Comune aveva subordinato il rilascio del titolo al pagamento del contributo di costruzione quantificato in circa 20.400 euro.

Secondo il ricorrente, trattandosi di fabbricati realizzati prima della legge n. 10/1977 che ha introdotto il principio di onerosità degli interventi edilizi, doveva valere il regime di gratuità generale vigente all’epoca e che l’art. 25, comma 10, della L.R. Piemonte n. 56/1977 si sarebbe applicato solo agli immobili agricoli costruiti dopo l’entrata in vigore della legge Bucalossi.

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