Convenzione Consip e affidamento diretto: il Consiglio di Stato definisce la regola generale

La sentenza n. 9052/2025 chiarisce che l’adesione alla convenzione Consip non è un affidamento diretto ma la modalità ordinaria di approvvigionamento prevista dalla legge.

di Redazione tecnica - 21/11/2025

Quando un’amministrazione decide di aderire a una convenzione Consip, deve davvero giustificarne la scelta?

È corretto qualificare l’adesione come un affidamento diretto? E cosa accade quando esiste anche una convenzione pregressa che copre solo una parte del fabbisogno?

Consip e centrali di committenza: la regola generale secondo il Consiglio di Stato

Sono i quesiti affrontati dal Consiglio di Stato con la sentenza del 19 novembre 2025, n. 9052, chiarendo l'obbligo di utilizzo dei soggetti aggregatori per le Amministrazioni e la misura della motivazione richiesta.

La controversia nasce dal ricorso di un operatore che gestiva il servizio di portierato per un ente locale.

Quando l'Amministrazione ha deciso di aderire all’Accordo Quadro Consip “Servizi di Facility Management Grandi Immobili”, l’operatore ha impugnato gli atti, sostenendo che la scelta fosse immotivata e in contrasto con una convenzione regionale già disponibile per il solo servizio di portierato.

Il TAR, in primo grado aveva respinto il ricorso, motivo per cui l’OE ha proposto appello, insistendo sul fatto che l’ente avrebbe dovuto motivare puntualmente le ragioni della scelta.

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