Cumulo alla rinfusa: il Consiglio di Stato sull’estensione alle reti d'impresa

Palazzo Spada ribadisce che il cumulo alla rinfusa è un istituto riservato ai consorzi stabili e non estendibile alle reti d’impresa senza esplicita previsione normativa

di Redazione tecnica - 06/11/2025

Può una rete di imprese beneficiare del “cumulo alla rinfusa” previsto per i consorzi stabili, oppure si tratta di un istituto eccezionale applicabile solo nei casi espressamente previsti dal Codice dei contratti?

Con la sentenza del 27 ottobre 2025, n. 8289, il Consiglio di Stato torna a occuparsi di una delle questioni più delicate in materia di appalti pubblici, che incide direttamente sulla partecipazione alle gare e sulla qualificazione dei soggetti aggregati.

Cumulo alla rinfusa e reti d’impresa: il Consiglio di Stato sull’estensione a soggetti diversi dai consorzi stabili

La controversia nasce da una gara indetta per la stipula di un accordo quadro triennale relativo a lavori di manutenzione.

Il raggruppamento risultato secondo in graduatoria aveva contestato l’ammissione di un concorrente composto da una rete d’imprese, sostenendo che quest’ultima non disponesse dei requisiti di qualificazione nella categoria OS18-A, né di personale dipendente, e che l’impresa designata come esecutrice non fosse qualificata.

Il TAR aveva respinto il ricorso incidentale, ritenendo che la rete potesse comunque beneficiare, ai fini della qualificazione SOA, della disciplina prevista per i consorzi stabili dall’art. 68, comma 20, del d.lgs. 36/2023.

Una tesi che Palazzo Spada non ha condiviso, riformando integralmente la decisione di primo grado.

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