Agevolazioni prima casa: cosa fare se non si trasferisce la residenza entro 18 mesi

L’Agenzia delle Entrate chiarisce le conseguenze del mancato trasferimento della residenza nel comune dell’immobile entro 18 mesi: come evitare la decadenza e quali sono le sanzioni

di Redazione tecnica - 10/11/2025

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Può capitare, per motivi personali o imprevisti, che chi acquista un immobile con le agevolazioni “prima casa” non riesca a trasferire la propria residenza nel comune in cui si trova l’abitazione entro il termine di 18 mesi previsto dalla legge.

Ma cosa succede in questi casi? È possibile evitare la decadenza dall’agevolazione e le relative sanzioni?

Agevolazioni prima casa e cambio residenza: il Fisco sul termine dei 18 mesi

A chiarirlo è l’Agenzia delle Entrate, attraverso una risposta pubblicata su FiscoOggi, che riprende i contenuti della Risoluzione n. 105/E del 2011, fornendo un quadro preciso sulle conseguenze fiscali e sulle alternative a disposizione del contribuente.

Ricordiamo che l’agevolazione “prima casa” è disciplinata dalla Nota II-bis all’articolo 1 della Tariffa, parte I, allegata al d.P.R. n. 131/1986 (Testo Unico dell’Imposta di Registro).

Tra le condizioni richieste per beneficiare dell’imposta ridotta (2% invece del 9%) e delle imposte ipotecaria e catastale in misura fissa, figura l’obbligo per l’acquirente di trasferire la residenza nel comune in cui è ubicato l’immobile entro 18 mesi dall’acquisto, se non già residente.

Il mancato rispetto di questa condizione comporta la decadenza dalle agevolazioni, con conseguente recupero dell’imposta ordinaria, degli interessi e delle sanzioni. Tuttavia, come chiarito dalla prassi dell’Agenzia, non tutti i casi portano automaticamente alla perdita del beneficio.

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