Ecobonus e abitazione principale: il Fisco sulla detrazione 50%-36%
L'Agenzia delle Entrate chiarisce quando la nuda proprietà consente di accedere alla detrazione maggiorata per l’efficienza energetica prevista dalla Legge di Bilancio 2025
Con la fine del Superbonus, gli interventi di efficientamento energetico sono tornati alle aliquote “standard” previste dall’art. 14 del D.L. n. 63/2013, come modificate dalla Legge di Bilancio 2025 (e probabilmente confermate anche per il 2026).
Secondo quando attualmente previsto dall’art. 1, comma 55, lett. a) della legge n. 207/2024, gli interventi di efficientamento energetico godono infatti della “doppia aliquota” come per il Bonus Casa, pari al 36% di detrazione delle spese sostenute, elevata al 50% nel caso di abitazione principale.
Da qui discende un frequente dubbio sull’ambito soggettivo dell’agevolazione: chi può beneficiare dell’aliquota più elevata legata all’abitazione principale?
Ecobonus e abitazione principale: il Fisco sulle aliquote di detrazione
Un caso pubblicato su FiscoOggi ha offerto una risposta puntuale, utile a definire meglio il rapporto tra diritti reali, effettiva destinazione dell’immobile e aliquote applicabili, alla domanda posta dal titolare della nuda proprietà di un’abitazione, mentre i genitori - usufruttuari - la utilizzano come dimora abituale.
Il contribuente intende sostenere le spese per alcuni interventi di efficienza energetica e chiede se, pur non abitandovi, possa beneficiare dell’aliquota maggiorata prevista per gli immobili “adibiti ad abitazione principale”, pari al 50% per le spese sostenute nel 2025.
Il dubbio è se la condizione di “abitazione principale” debba riguardare chi sostiene la spesa o l’unità immobiliare in sé, indipendentemente da chi vi abiti.
Nel rispondere, l'Agenzia delle Entrate ha richiamato la normativa di riferimento, come modificata dalla Legge di Bilancio 2025. Vediamone i dettagli.
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