Condono edilizio e Google Earth: il TAR chiarisce l’onere della prova

Il TAR Lazio (sentenza n. 21664/2025) conferma che il privato deve dimostrare in modo rigoroso la data di ultimazione dell’opera. Le immagini satellitari diventano decisive quando la documentazione manca.

di Gianluca Oreto - 04/12/2025

Quando si parla di condono edilizio, tutto ruota attorno a una domanda cruciale: come si dimostra, in modo davvero convincente, che un’opera era stata ultimata entro la data limite fissata dalla Legge? Nel caso del terzo condono (legge n. 326/2003) quella data è il 31 marzo 2003. Ma come si dimostra, in concreto?” Basta un atto notorio? E fino a che punto l’amministrazione può mettere in discussione le prove offerte, utilizzando fonti esterne come le immagini storiche di Google Earth?

Condono edilizio e Google Earth: la sentenza del TAR Lazio

Sono domande che tornano spesso quando si parla di edilizia e del d.P.R. n. 380/2001 (Testo Unico Edilizia). La prova della data di ultimazione di un’opera o della realizzazione di un intervento risulta, infatti, fondamentale praticamente in ogni contesto: la verifica dello stato legittimo (art. 9-bis), le tolleranze costruttive (art. 34-bis), i casi particolari di interventi eseguiti in parziale difformità dal titolo (art. 34-ter), i procedimenti di sanatoria (artt. 36 e 36-bis), …

Nel caso del terzo condono edilizio, la Legge n. 326/2003 si fondava su un presupposto molto semplice nella forma ma complesso nella pratica: l’opera abusiva doveva risultare ultimata prima del 31 marzo 2003. Una data-soglia che negli anni ha generato una quantità enorme di contenzioso, perché dimostrarla non è mai stato così immediato, soprattutto quando si parla di opere interne o di interventi che non lasciano tracce evidenti all’esterno.

L’argomento è stato nuovamente trattato dal Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio che, con la sentenza n. 21664 del 2 dicembre 2025, è intervenuto ribadendo principi che negli anni si sono consolidati, ma anche mettendo ordine su un tema che oggi ha assunto un ruolo sempre più rilevante nei procedimenti di condono: il valore probatorio delle immagini satellitari, in particolare quelle di Google Earth.

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