Incentivi alle funzioni tecniche: cosa cambia con la Legge di Bilancio 2026

Regolamento, art. 45 del Codice dei contratti e sostenibilità finanziaria di un istituto sempre più centrale

di Daniele Ricciardi - 07/01/2026

L’art. 20, comma 26 della Legge di Bilancio 2026 interviene nuovamente sul tema degli incentivi per le funzioni tecniche, confermando quanto questo istituto – nato nel 1994 per valorizzare la professionalità dei RUP e delle strutture tecniche – sia diventato uno dei nodi più sensibili dell’intera disciplina dei contratti pubblici.

Incentivi alle funzioni tecniche e Legge di Bilancio 2026

Al fine di dare attuazione, per le amministrazioni centrali dello Stato, alle disposizioni di cui all’articolo 113 del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, e all’articolo 45 del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, il Ragioniere generale dello Stato, per l’anno finanziario 2026, è autorizzato a riassegnare, con propri decreti, su proposta dell’amministrazione competente, ai pertinenti capitoli di spesa iscritti nello stato di previsione della medesima amministrazione le somme versate all’entrata del bilancio dello Stato riguardanti le risorse allo scopo destinate per ciascun appalto di lavori, servizi o forniture da parte della struttura ministeriale che opera come stazione appaltante, ferma restando l’adozione del regolamento che ciascuna amministrazione deve adottare per la ripartizione degli incentivi alle funzioni tecniche”.

Il legislatore della Legge n. 199 del 30 dicembre 2025, torna sul punto dopo un anno già segnato da modifiche rilevanti: il Decreto correttivo del Codice dei contratti e il successivo Decreto Infrastrutture avevano infatti ampliato la platea dei beneficiari dell’art. 45, includendo anche i dirigenti, superando un’interpretazione restrittiva che per anni aveva generato contenziosi e applicazioni disomogenee. Una scelta coerente con l’impianto del nuovo Codice, che riconosce la responsabilità manageriale nella gestione del ciclo di vita dell’appalto e la centralità delle competenze tecniche interne.

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