Appalti pubblici e regolarità fiscale: il Consiglio di Stato ribadisce la continuità dei requisiti

In una recente sentenza, Palazzo Spada conferma che se la regolarità fiscale viene meno durante la gara, la causa di esclusione è automatica e non sanabile

di Redazione tecnica - 21/11/2025

Cosa accade quando, nel corso di una procedura di gara, un debito tributario diventa definitivamente accertato?

È possibile ricostruire la regolarità fiscale attraverso una rateizzazione presentata successivamente?

E quali responsabilità gravano sulla stazione appaltante quando le verifiche fiscali avvengono in più fasi e con esiti non perfettamente allineati?

A ribadire che il requisito della regolarità fiscale deve permanere senza interruzioni, dalla partecipazione alla gara fino alla stipula del contratto è il Consiglio di Stato con la sentenza del 22 ottobre 2025, n. 8187, annullando l'aggiudicazione di un appalto per gravi violazioni fiscali definitivamente accertate.

Regolarità fiscale e continuità dei requisiti: il Consiglio di Stato annulla l’aggiudicazione dell’appalto

Il caso riguarda una procedura per l’affidamento di un appalto integrato. L’aggiudicazione era stata attribuita a un raggruppamento temporaneo, ma il secondo classificato aveva sollevato una contestazione incentrata sulla presenza di un rilevante debito tributario, di oltre 600mila euro, in capo a una delle imprese del raggruppamento.

Il TAR, in una prima fase, aveva respinto le censure, invitando però la stazione appaltante a riesaminare la situazione fiscale e a verificare se le violazioni tributarie potessero incidere sul requisito di partecipazione.

All’esito della nuova istruttoria era stata confermata l’efficacia dell’aggiudicazione, e il TAR aveva respinto il nuovo ricorso presentato dall’OE secondo classificato.

Ne è derivato l’appello a Palazzo Spada, che ha riformato la decisione del giudice di primo grado. Vediamo il perché.

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