Mancata rinegoziazione del contratto: riconosciuta la responsabilità erariale del dirigente
La giurisprudenza contabile chiarisce quando la mancata rinegoziazione di un contratto o l’inerzia amministrativa configurano colpa grave e danno erariale
La gestione dei contratti pubblici non si esaurisce nella fase di stipula o di esecuzione formale, ma richiede un controllo costante sulla convenienza economica, sulla correttezza dei corrispettivi e sulla tempestiva rinegoziazione delle condizioni quando queste risultano non più congrue.
In assenza di tali verifiche, il rischio non è solo quello di una cattiva amministrazione, ma di una responsabilità erariale diretta per danno patrimoniale all’ente.
Responsabilità che la Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Calabria, ha riconosciuto con la sentenza dell'8 ottobre 2025, n. 229, condannando un dirigente pubblico rimasto inerte di fronte a un contratto ormai scaduto - ma ancora operativo di fatto - al risarcimento di un danno erariale di 1 milione di euro nei confronti dell’amministrazione.
Inerzia gestionale: la Corte dei Conti sulla responsabilità erariale per mancata rinegoziazione del contratto
Il caso trae origine dalla gestione, da parte di un’ASP, di un servizio di fornitura destinato ai presidi ospedalieri del territorio. Dopo la scadenza del contratto stipulato nel 2005 e cessato formalmente nel 2014, la stessa ditta affidataria ha continuato a fornire il servizio in assenza di una nuova gara e a un prezzo di gran lunga superiore a quello applicato ad altre strutture ospedaliere della medesima provincia.
La Procura regionale della Corte dei conti per la Calabria ha quindi contestato alla dirigente responsabile l’omessa attivazione delle procedure necessarie a rinegoziare i prezzi o a indire una nuova procedura ad evidenza pubblica, con un danno quantificato in un milione di euro in relazione al periodo di sua effettiva responsabilità (2019–2023).
La difesa ha sostenuto che la competenza sull’appalto fosse di un’altra Unità e che la proroga del rapporto fosse stata disposta dal Direttore generale, escludendo così qualsiasi potere decisionale o colpevolezza della responsabile.
Tuttavia, le note interne del Direttore amministrativo e del Commissario straordinario, nonché le segnalazioni precedenti provenienti da altri dirigenti, hanno rivelato una situazione di inerzia gestionale protratta nel tempo, in assenza di qualsiasi iniziativa tesa a ridurre il danno economico per l’amministrazione.
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