Un edificio costruito più di un secolo fa, inizialmente adibito a deposito e poi trasformato in fabbrica, può usufruire della premialità del 20% prevista dal “Piano Casa Lazio”? E ancora: è corretto che l’amministrazione consideri la destinazione d’uso produttiva, sopravvenuta nel tempo, per ridurre la percentuale di incremento volumetrico?
Demolizione, ricostruzione e premialità: la sentenza del TAR Lazio
A queste domande ha risposto la sentenza n. 15129 del 31 luglio 2025 del TAR Lazio che affronta un caso emblematico sulla demolizione e ricostruzione di un edificio e sulla corretta applicazione delle premialità volumetriche previste dalla L.R. n. 7/2017.
Il ricorso nasce dalla contestazione, da parte di alcuni
privati, di un provvedimento con cui Roma Capitale
aveva concesso a una società la premialità del 20% per un
intervento di demolizione e ricostruzione.
Secondo i ricorrenti, l’edificio non avrebbe potuto beneficiare di
tale incremento perché, sin dalle origini, destinato ad attività
produttiva. Da qui l’obiezione: la premialità corretta sarebbe
stata del 10%, quella cioè riservata agli immobili non
residenziali.
L’Amministrazione, invece, aveva ritenuto corretto l’incremento del
20%, sostenendo che la destinazione originaria dell’immobile –
risalente al 1914 – fosse “neutra”, non produttiva.
Come spesso accade nei casi di rigenerazione urbana, la soluzione dipende da una corretta lettura del quadro normativo di riferimento.