Varianti e ribassi d’asta: il TAR sul reinserimento di lavorazioni stralciate

I ribassi d’asta possono finanziare varianti PNRR finalizzazte a reintegrare lavorazioni stralciate, se coerenti con il progetto originario

di Redazione tecnica - 21/10/2025

È possibile utilizzare le economie derivanti dai ribassi d’asta per reinserire, tramite una variante, le lavorazioni che erano state stralciate dal progetto per mancanza di fondi? E ancora: l’aumento dei prezzi può considerarsi una circostanza imprevedibile ai fini della legittimità della variante, oppure occorre dimostrare un evento straordinario ulteriore? Infine, come si concilia tutto questo con il quadro normativo del PNRR, che nel frattempo è stato modificato proprio per far fronte agli incrementi dei costi delle opere pubbliche?

Appalti PNRR, varianti e ribassi: interviene il TAR

Sono questi i temi al centro della sentenza del TAR Lazio del 16 ottobre 2025, n. 17793, particolarmente diffusi tra le stazioni appaltanti impegnate nell’attuazione degli interventi PNRR: la possibilità di utilizzare i ribassi d’asta per finanziare una variante in corso d’opera finalizzata al recupero delle lavorazioni inizialmente eliminate per garantire la copertura economica dell’appalto.

Il Comune ricorrente, beneficiario di un finanziamento PNRR al 100% per la realizzazione di un asilo nido, si era trovato nella condizione di dover rivedere il progetto a causa dell’incremento dei prezzi determinato dall’aggiornamento del prezzario regionale.

L’importo complessivo dei lavori era infatti passato da 1.750.000 a oltre 2.450.000 euro, costringendo l’amministrazione a predisporre uno stralcio funzionale per rispettare le scadenze fissate dall’accordo di finanziamento.

Conclusa la gara e aggiudicati i lavori nei termini, l’ente aveva poi riscontrato la disponibilità di economie derivanti dai ribassi d’asta e aveva proposto al Ministero competente una variante progettuale per reintrodurre le lavorazioni stralciate, così da restituire completezza e coerenza all’intervento.

Il Ministero, tuttavia, aveva respinto la richiesta, sostenendo che l’utilizzo dei ribassi fosse subordinato alla presenza di “circostanze impreviste e imprevedibili”, secondo quanto previsto dalla circolare del 29 dicembre 2023, e che tale condizione non fosse ravvisabile nel caso in esame.

Il Comune ha quindi impugnato il diniego, sottolineando che la richiesta di variante era perfettamente coerente con la normativa di riferimento e con l’obiettivo di garantire il raggiungimento dei target PNRR. Inoltre, nel corso del giudizio, è intervenuta la legge n. 79/2025 che, modificando l’art. 24 del d.l. 13/2023, ha introdotto una disciplina più ampia sull’utilizzo dei ribassi d’asta, superando proprio la rigida distinzione tra varianti “impreviste” e varianti “necessarie”.

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